Trapani, droga e corruzione per le case popolari. Indagini chiuse, i nomi
Si chiude un altro capitolo dell’operazione “Nirvana”, la maxi inchiesta dei Carabinieri che a gennaio aveva scosso Trapani tra arresti, sequestri e accuse pesanti. La Procura della Repubblica ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 14 persone, tra cui il presunto capo del sistema, Ivan Randazzo.
Adesso gli indagati hanno venti giorni per difendersi, chiedere interrogatori o depositare memorie. Poi si deciderà se andare a processo.
Il cuore dell’inchiesta
Il procedimento, coordinato dal sostituto procuratore Andrea Tarondo, conferma l’impianto accusatorio già emerso nella fase cautelare: un sistema articolato che avrebbe unito traffico di droga, gestione illecita di alloggi popolari e operazioni di riciclaggio.
Al centro resta Ivan Randazzo, 41 anni, ritenuto il perno dell’organizzazione, già arrestato a gennaio. Secondo gli inquirenti avrebbe continuato a gestire affari e contatti anche durante la detenzione, impartendo ordini e coordinando attività all’esterno.
Droga e contatti dal carcere
Uno dei filoni principali riguarda lo spaccio di stupefacenti. Secondo la Procura, Randazzo avrebbe mantenuto il controllo delle attività anche dalla casa circondariale, utilizzando i colloqui con familiari per trasmettere indicazioni operative.
In particolare, viene contestato il coinvolgimento di altri indagati nella gestione di hashish e cocaina, con episodi collocati tra il 2023 e il 2024 .
Le auto e il patrimonio “schermato”
C’è poi il capitolo economico: l’accusa parla di beni intestati fittiziamente a terzi per eludere le norme sulla prevenzione patrimoniale.
Tra gli episodi contestati, l’intestazione simulata di auto di lusso – già emerse nella fase degli arresti – come Ferrari e Alfa Romeo, formalmente attribuite ad altri ma ritenute nella disponibilità di Randazzo .
Il filone Iacp: case popolari e mazzette
Un altro asse dell’indagine riguarda la gestione degli alloggi popolari.
Secondo la Procura, alcuni indagati avrebbero occupato abusivamente immobili o ottenuto assegnazioni irregolari, grazie anche alla complicità di un dipendente dell’Istituto autonomo case popolari.
In un caso viene contestato il pagamento di 5 mila euro per ottenere un alloggio, con pratiche amministrative “aggiustate” per sanare posizioni irregolari .
Il ruolo del vigile urbano
Tra gli episodi più delicati, anche quello che coinvolge un agente della polizia municipale. Secondo gli atti, avrebbe utilizzato l’auto di servizio per recarsi a casa di Randazzo, nonostante questi fosse ai domiciliari, svolgendo attività non legate al servizio.
Un comportamento che la Procura inquadra come abuso della funzione pubblica .
Gli indagati
Sono 14 le persone raggiunte dall’avviso di conclusione indagini. Tra loro, oltre a Randazzo, compaiono nomi già noti dall’operazione di gennaio: Salvatore Ciaramita, Salvatore Carini, Rosaria Daniela Titone, Giovanni Frusteri, Emanuele e Alessio Minaudo, Giuseppe Marino, Martina Amato, Francesca e Loredana Messina, Rosalba Ciancimino, Antonino Sesta e altri .
Per alcuni vengono contestate anche recidive specifiche e reiterate.
Con la chiusura delle indagini, si entra nella fase decisiva. Gli indagati potranno presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati.
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