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17/04/2026 12:37:00

Trapani, droga e corruzione per le case popolari. Indagini chiuse, i nomi

Si chiude un altro capitolo dell’operazione “Nirvana”, la maxi inchiesta dei Carabinieri che a gennaio aveva scosso Trapani tra arresti, sequestri e accuse pesanti. La Procura della Repubblica ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 14 persone, tra cui il presunto capo del sistema, Ivan Randazzo.

Adesso gli indagati hanno venti giorni per difendersi, chiedere interrogatori o depositare memorie. Poi si deciderà se andare a processo.

 

Il cuore dell’inchiesta

 

Il procedimento, coordinato dal sostituto procuratore Andrea Tarondo, conferma l’impianto accusatorio già emerso nella fase cautelare: un sistema articolato che avrebbe unito traffico di droga, gestione illecita di alloggi popolari e operazioni di riciclaggio.

Al centro resta Ivan Randazzo, 41 anni, ritenuto il perno dell’organizzazione, già arrestato a gennaio. Secondo gli inquirenti avrebbe continuato a gestire affari e contatti anche durante la detenzione, impartendo ordini e coordinando attività all’esterno.

 

 

Droga e contatti dal carcere

 

Uno dei filoni principali riguarda lo spaccio di stupefacenti. Secondo la Procura, Randazzo avrebbe mantenuto il controllo delle attività anche dalla casa circondariale, utilizzando i colloqui con familiari per trasmettere indicazioni operative.

In particolare, viene contestato il coinvolgimento di altri indagati nella gestione di hashish e cocaina, con episodi collocati tra il 2023 e il 2024 .

 

Le auto e il patrimonio “schermato”

 

C’è poi il capitolo economico: l’accusa parla di beni intestati fittiziamente a terzi per eludere le norme sulla prevenzione patrimoniale.

Tra gli episodi contestati, l’intestazione simulata di auto di lusso – già emerse nella fase degli arresti – come Ferrari e Alfa Romeo, formalmente attribuite ad altri ma ritenute nella disponibilità di Randazzo .

 

Il filone Iacp: case popolari e mazzette

 

Un altro asse dell’indagine riguarda la gestione degli alloggi popolari.

Secondo la Procura, alcuni indagati avrebbero occupato abusivamente immobili o ottenuto assegnazioni irregolari, grazie anche alla complicità di un dipendente dell’Istituto autonomo case popolari.

In un caso viene contestato il pagamento di 5 mila euro per ottenere un alloggio, con pratiche amministrative “aggiustate” per sanare posizioni irregolari .

 

Il ruolo del vigile urbano

 

Tra gli episodi più delicati, anche quello che coinvolge un agente della polizia municipale. Secondo gli atti, avrebbe utilizzato l’auto di servizio per recarsi a casa di Randazzo, nonostante questi fosse ai domiciliari, svolgendo attività non legate al servizio.

Un comportamento che la Procura inquadra come abuso della funzione pubblica .

 

Gli indagati

 

Sono 14 le persone raggiunte dall’avviso di conclusione indagini. Tra loro, oltre a Randazzo, compaiono nomi già noti dall’operazione di gennaio: Salvatore Ciaramita, Salvatore Carini, Rosaria Daniela Titone, Giovanni Frusteri, Emanuele e Alessio Minaudo, Giuseppe Marino, Martina Amato, Francesca e Loredana Messina, Rosalba Ciancimino, Antonino Sesta e altri .

Per alcuni vengono contestate anche recidive specifiche e reiterate.

 

Con la chiusura delle indagini, si entra nella fase decisiva. Gli indagati potranno presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati.