Il crack dei supermercati a Marsala. Salta l'udienza preliminare
Per omessa notifica a due imputati nonché alla curatela fallimentare della “Esse Emme”, gestita dall’avvocato Vincenzo Pantaleo, è “saltata” la prima udienza preliminare, davanti al gup del Tribunale di Marsala Chiara Vicini, del procedimento penale per bancarotta fraudolenta e altri reati che vede la Procura chiedere il rinvio a giudizio di sei persone operanti nella gestione di supermercati.
Preso atto dei difetti di notifica, il giudice ha rinviato l’udienza al prossimo 17 giugno, quando potrebbero essere formulate richieste di riti alternativi – abbreviati o patteggiamenti – anche in attesa della definizione, a Palermo, di un procedimento collegato nel quale è stata disposta una consulenza tecnica d’ufficio.
Secondo l’ipotesi accusatoria, tra il 22 maggio 2013 e il 3 dicembre 2024 gli indagati avrebbero costituito a Marsala un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati in materia fallimentare, societaria e fiscale. L’indagine è stata affidata al Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Trapani.
Gli accertamenti avrebbero consentito di ricostruire un presunto schema tipico delle bancarotte: la sostituzione di una società gravata da debiti, in particolare verso l’Erario, con una nuova società, alla quale veniva ceduto l’attivo aziendale per proseguire l’attività imprenditoriale.
Le indagini sono scaturite dai fallimenti o dalle liquidazioni giudiziali delle società Petitto, Esse Emme, Le Egadi, Le Orchidee, Pet City e Drepanum Distribuzioni, tutte operanti nel settore commerciale dei supermercati. Secondo l’accusa, gli imputati – in qualità di soci e amministratori, di diritto e/o di fatto, delle società coinvolte e della Lilibeo Distribuzione – avrebbero spostato l’attivo aziendale tra le diverse compagini, caricandole progressivamente di debiti fino a condurle al fallimento o alla liquidazione giudiziale. In questo modo, sempre secondo la Procura, sarebbe stata di fatto gestita un’unica impresa attiva nel commercio al dettaglio di generi alimentari e altri prodotti.
I reati contestati comprendono associazione per delinquere, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, bancarotta semplice e fraudolenta, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, emissione di fatture per operazioni inesistenti, omesso versamento di ritenute certificate e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
Nel corso delle indagini preliminari, a seguito dei provvedimenti di misure cautelari reali, sono stati sequestrati beni immobili, beni mobili registrati e quote societarie per un valore complessivo stimato in poco più di un milione di euro.
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