A oltre un anno dalla scomparsa di Elena Corsini, la bambina di Trapani affetta da una rara malattia genetica, l’aula multisensoriale della scuola Umberto di Savoia non è stata ancora intitolata alla sua memoria, nonostante una promessa pubblica della dirigente scolastica. A segnalarlo è Micaela Ballotta, madre di un compagno di classe della piccola.
Elena, scomparsa il 5 aprile 2025, era affetta da una mutazione del gene CDKL5, una patologia rarissima e senza cura che compromette gravemente lo sviluppo neurologico.
Nonostante le difficoltà e le crisi quotidiane, era riuscita a raggiungere traguardi importanti: camminava, mangiava da sola e frequentava la scuola. La sua storia, segnata da coraggio e determinazione, aveva commosso l’intera comunità e trovato spazio anche nelle testimonianze della fondazione Telethon. Insieme alla sua famiglia, era diventata simbolo di una battaglia più ampia per la ricerca e il sostegno alle famiglie colpite da malattie rare.
Dopo la sua scomparsa, i genitori e la comunità scolastica avevano promosso iniziative in sua memoria. Tra queste, “La Giornata della Gratitudine”, svoltasi il 7 giugno 2025 a Villa Margherita, durante la quale erano state raccolte 104 firme per chiedere l’intitolazione dell’aula multisensoriale – uno spazio pensato proprio per bambini con bisogni speciali – a Elena.
La richiesta era stata formalmente depositata presso la scuola "Umberto di Savoia" di Trapani. Il 23 giugno 2025, durante una manifestazione pubblica alla presenza dei genitori, del sindaco e della comunità scolastica, la dirigente aveva dichiarato che l’intitolazione era stato il suo primo pensiero e che si sarebbe fatta.
Da allora però, secondo quanto riferito, non ci sarebbero stati sviluppi. Anzi, alle richieste di chiarimenti sarebbero seguite risposte ritenute “sconcertanti”: nessun numero di protocollo comunicato, accesso agli atti negato e nessuna informazione sull’iter amministrativo.
In una comunicazione ufficiale, l’istituto avrebbe inoltre sostenuto di non essere tenuto a rispondere alle richieste dei genitori e di poter non tenere conto della raccolta firme, dichiarando chiusa ogni interlocuzione.