La protesta è esplosa in tutta la Sicilia, con cinque giorni di sciopero degli autotrasportatori e la mobilitazione anche del comparto della pesca. Al centro della contestazione c’è l’aumento dei costi del carburante, che sta mettendo in ginocchio interi settori produttivi, con ripercussioni già evidenti su prezzi e distribuzione delle merci.
Il rischio, denunciato dagli operatori, è concreto: scaffali vuoti nei supermercati e rincari sui beni di prima necessità.
La risposta della Regione: 25 milioni contro il caro carburante
Il governo regionale prova a correre ai ripari con un emendamento da 25 milioni di euro, destinato a sostenere i comparti più colpiti, a partire dall’autotrasporto, ma con estensione anche ad agricoltura e pesca.
«Il governo regionale è impegnato a dare una risposta concreta e tempestiva alle imprese siciliane che stanno affrontando una fase estremamente complessa», ha dichiarato il presidente della Regione, Renato Schifani. «Con questo emendamento intendiamo salvaguardare la competitività delle nostre imprese e garantire continuità produttiva».
Schifani ha anche richiamato il tema del fondo Ets, sottolineando che, trattandosi di una normativa europea, la Regione può intervenire solo sollecitando il governo nazionale.
Nel frattempo, gli assessori all’Economia Alessandro Dagnino e alle Infrastrutture Alessandro Aricò hanno incontrato i rappresentanti degli autotrasportatori per avviare un confronto.
Il Pd attacca: “Servono risposte immediate”
Dalla politica arrivano però critiche nette. Il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, parla di una crisi che rischia di aggravare ulteriormente la situazione economica dell’Isola.
«Lo sciopero degli autotrasportatori e il rischio degli scaffali vuoti è un’altra tegola sulla già disastrata economia siciliana», afferma. «I trasportatori attendono da troppo tempo risposte».
Barbagallo chiama in causa sia il governo nazionale che quello regionale: «Chiediamo interventi immediati su nodi fondamentali come il fondo Ets, i ritardi nei pagamenti del marebonus, i costi per l’attraversamento dello Stretto e la mancata vigilanza sui prezzi del diesel».
Le imprese: “Situazione senza precedenti”
A lanciare l’allarme sono anche le associazioni di categoria e le parti sociali, che parlano di una crisi energetica senza precedenti, aggravata dalle tensioni internazionali.
«Il blocco dello stretto di Hormuz sta determinando una situazione insostenibile», ha dichiarato Federica Brancaccio, presidente dell’Ance. «Le imprese sono schiacciate tra tempi del Pnrr e costi dei materiali alle stelle».
Per il settore delle costruzioni, come per quello dei trasporti, la richiesta è chiara: interventi immediati a livello nazionale ed europeo per evitare il collasso delle attività.
Trasporti e isole, l’allarme delle compagnie aeree
La crisi del carburante non riguarda solo camion e pescherecci. Anche il trasporto aereo denuncia difficoltà crescenti, soprattutto per la continuità territoriale delle isole.
«L’aumento del costo del carburante per l’aviazione incide direttamente sulla sostenibilità economica dei voli», ha spiegato Gaetano Intrieri. «Rischia di compromettere l’accessibilità delle isole e la stagione estiva».
Aeroitalia chiede l’attivazione urgente di un tavolo tecnico al Ministero delle Infrastrutture, coinvolgendo istituzioni e operatori del settore.