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16/04/2026 14:56:00

Trapani, Tranchida rilancia: “Medicina si può fare”.

La facoltà di Medicina torna al centro del dibattito politico e istituzionale. A rilanciare il progetto è il sindaco Giacomo Tranchida, che nelle scorse ore ha proposto di utilizzare l’avanzo di amministrazione 2025 del Libero Consorzio Universitario – circa 379 mila euro – per avviare interlocuzioni con atenei nazionali interessati ad attivare il corso di laurea in città.

 

La decisione è maturata durante l’assemblea dei soci, alla quale il primo cittadino ha partecipato da remoto approvando il rendiconto. 

Ma è soprattutto la destinazione di quelle risorse a segnare un cambio di passo: non più attesa, ma ricerca attiva di partner universitari.

“Non si tratta di fare uno sgarbo all’Università di Palermo – ha chiarito Tranchida – ma gli impegni assunti sulla Medicina internazionale non sono stati mantenuti. È arrivato il momento di mettere un punto”.

 

Il progetto: convenzioni e rete sanitaria

 

L’idea del sindaco è quella di coinvolgere in una nuova assemblea anche la Conferenza dei sindaci dell’Asp e la stessa azienda sanitaria provinciale. L’obiettivo è costruire un sistema integrato tra università e ospedali, condizione essenziale per l’attivazione del corso.

 

Secondo Tranchida, la facoltà di Medicina potrebbe avere un doppio impatto: da un lato contrastare la fuga di giovani studenti verso altri atenei italiani, dall’altro offrire un supporto, anche se indiretto, alle criticità del sistema sanitario locale, alle prese con liste d’attesa lunghe e carenza di servizi.

“Formare medici qui – ha sottolineato – significa anche rafforzare il territorio, grazie ai tirocini e alla presenza stabile di studenti e specializzandi”.

 

Lo scontro con Palermo

 

Il sindaco di Trapani accusa l’ateneo palermitano di non aver mantenuto una promessa fatta anni fa sull’attivazione di Medicina a Trapani, parlando esplicitamente di un progetto di respiro internazionale mai concretizzato.

 

Nel maggio 2025 il rettore Midiri aveva, di contro, smentito l’esistenza di impegni formali e difeso l’operato dell’università, ricordando l’attivazione di oltre una dozzina di corsi negli ultimi tre anni nel polo trapanese.

Midiri aveva definito l’ipotesi di una nuova facoltà di Medicina “problematicamente gestibile” alla luce della riforma in corso sul numero chiuso. 

Secondo il rettore, aprire nuovi corsi in questa fase potrebbe generare un numero eccessivo di iscritti, mettendo in difficoltà il sistema universitario.

Non solo. Per Midiri, l’emergenza sanitaria non riguarda tanto il numero dei medici quanto la carenza di figure intermedie, come infermieri e ostetriche. Una linea che spiega la scelta di investire su corsi sanitari già attivati a Trapani, piuttosto che su Medicina.

 

Tra ambizione e realtà

 

La proposta di Tranchida riaccende dunque un tema strategico per il territorio, ma apre anche interrogativi concreti. 

L’attivazione di Medicina richiede infatti strutture ospedaliere adeguate, personale docente qualificato e investimenti ben più consistenti rispetto all’avanzo disponibile.

Resta però il segnale politico: il Comune non intende più attendere. Se Palermo non sarà il partner, si cercheranno altre strade.

 

Il confronto è destinato a proseguire, tra visioni opposte sul futuro universitario e sanitario della provincia. 

E con una certezza: la facoltà di Medicina, a Trapani, è ormai molto più di un progetto accademico. È diventata una questione politica centrale.



Cittadinanza | 2026-04-16 13:15:00
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