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16/04/2026 16:34:00

Il Vinitaly 2026 di Colomba Bianca, tra crescita, qualità e identità 

Si chiude con un bilancio decisamente positivo la partecipazione di Colomba Bianca al Vinitaly 2026. La cooperativa di Mazara del Vallo si conferma tra le realtà più dinamiche del Padiglione Sicilia, attirando buyer, operatori e appassionati da tutta Italia e dall’estero.

 

Lo stand (Hall 2, 13A), completamente rinnovato e sviluppato su due livelli, è stato uno dei più visitati della fiera. Non solo uno spazio espositivo, ma un vero punto di incontro, dove si è percepita una crescita che non è solo estetica, ma soprattutto strategica.

 

Al centro della proposta, l’evoluzione della linea 595, progetto dedicato al Metodo Classico d’alta quota sviluppato tra Salemi e Vita. Le nuove referenze, Pas Dosé Millesimato e Riserva Centomesi, hanno catalizzato l’attenzione degli operatori, confermando la direzione intrapresa: meno quantità, più valore.

 

A raccontarlo è il presidente Dino Taschetta, che dal Vinitaly lancia anche una riflessione più ampia sul sistema vino siciliano.

 

«La Sicilia ha fatto passi enormi negli ultimi anni – spiega – ma troppo spesso questi risultati non si traducono in reddito per i produttori. È questo il vero nodo. Serve un progetto di lungo periodo, con obiettivi chiari e strumenti per misurare i risultati. Senza una visione condivisa, si rischia di continuare a investire senza costruire davvero il futuro».

 

Un’analisi lucida, che va oltre il successo della singola realtà e chiama in causa l’intero comparto regionale. Taschetta insiste su un punto: un territorio cresce davvero solo quando tutti gli attori lavorano nella stessa direzione.

 

Eppure, proprio dalle cooperative può arrivare un modello. «Il mio sogno – aggiunge – è dimostrare che anche nel mondo cooperativo si possono fare cose importanti. In altre regioni e in altri Paesi esistono esempi straordinari. 

Anche in Sicilia possiamo riuscirci, e credo che ci stiamo riuscendo».

 

 

Sul fronte commerciale, il direttore Giuseppe Gambino conferma le difficoltà del momento, ma anche la direzione intrapresa.

 

«Il vino siciliano sta vivendo una fase complessa, ma è proprio da qui che bisogna ripartire. Noi abbiamo scelto la strada della qualità, per trasformare un sistema che per anni è stato legato ai volumi in un sistema capace di generare valore».

 

Un passaggio chiave, perché il paradosso del vino siciliano resta: un comparto enorme per numeri e occupazione, ma ancora fragile nella percezione e nella capacità di costruire segmenti forti e riconoscibili, come accade in territori simbolo quali Toscana, Piemonte o Champagne.

 

«In Sicilia – osserva Gambino – si è pensato poco al futuro. Dovremmo imparare da chi ha costruito valore legandolo ai territori. Le condizioni ci sono, ma serve una visione».

 

Nel futuro di Colomba Bianca, però, la rotta è già tracciata: qualità, identità e maggiore redditività per i viticoltori.

 

Fondata nel 1970, la cooperativa conta oggi circa 1.600 ettari di vigneti biologici e sei cantine specializzate, posizionandosi tra i principali produttori europei di vino bio. Un percorso che al Vinitaly 2026 trova una conferma importante: crescere è possibile, ma con coraggio e visione.