Il Centro di Pronta Accoglienza dell'Asp Trapani, che è stato attivato lo scorso gennaio a Custonaci, prevede il ricovero di utenti con disturbo da uso di sostanze di abuso. Si prevedono quindi attività di accoglienza e gestione della fase acuta e subacuta, con particolare attenzione alla valutazione multidimensionale (clinica, psicopatologica e sociale), alla definizione del progetto terapeutico-riabilitativo individualizzato e alla continuità di cura.
Un percorso che viene sviluppato in integrazione con i servizi territoriali competenti - in particolare SerD e rete dei servizi del Dipartimento Salute Mentale - al fine di garantire appropriatezza dell’invio in struttura residenziale e tenuta del progetto nel tempo. Il CPA di Custonaci, predisposto ex novo in ossequio ai requisiti strutturali ed organizzativi, é il centro ad "alta soglia" dell'ASP Trapani nella “rete regionale sulle dipendenze”, una struttura residenziale aperta h24 con previsti 12 posti letto, su invio dei SerD, con permanenza massima di 30 giorni e conta su un medico, affiancato da un equipe con tre psicologi, sei infermieri, sei oss, terapisti della riabilitazione e un assistente sociale.
Il centro rappresenta uno snodo essenziale della rete assistenziale per le fragilità complesse, consentendo una presa in carico tempestiva e l’avvio di programmi riabilitativi strutturati, in raccordo con i servizi dedicati alle dipendenze e rappresenta uno snodo fondamentale del complessivo intervento teso al recupero dei soggetti dediti all'uso di sostanze di abuso, in ossequio alla legge regionale e ai decreti attuativi dell'assessore regionale alla Salute.
Ciminnisi: esiste solo sulla carta
La deputata del M5S Cristina Ciminnisi evidenzia come il centro in verità “Esiste sulla carta, ma nella realtà, oggi, accoglie solo 2 ospiti. Il Centro di Prima Accoglienza, attivato con la legge anticrack, dovrebbe accogliere, invece, fino a 12 persone. Non perché manchi il bisogno, ma perché manca il personale: medici, psicologi, infermieri, operatori”.
Una verifica che Ciminnisi ha fatto di persona e sul posto: “E quello che ho trovato è l’ennesima distanza tra ciò che si annuncia e ciò che realmente funziona. Per questo ho presentato un’interrogazione al Governo regionale: serve chiarezza, ma soprattutto servono soluzioni immediate per rendere pienamente operativo il centro.
Perché non basta approvare una legge o inaugurare una struttura. I servizi devono funzionare. Qui parliamo di persone, non di numeri. E dietro ogni posto letto non utilizzato c’è qualcuno che resta senza aiuto. Questo, semplicemente, non è accettabile”.
Miceli: riconoscere il lavoro dell’ASP
A rispondere a Ciminnisi è il segretario provinciale di Fratelli d’Italia, Maurizio Miceli: “Le dichiarazioni dell’onorevole Cristina Ciminnisi sono l’ennesimo esempio di polemica costruita senza conoscere davvero il funzionamento dei servizi. Il CPA non è un pronto soccorso né un dormitorio da riempire per fare statistica: è una struttura che si rivolge a persone che scelgono volontariamente di iniziare un percorso di uscita dalle dipendenze. Strumentalizzare il numero dei posti occupati significa non aver compreso – o peggio ignorare – la natura stessa di questi percorsi. Fa sorridere che si invochino interrogazioni su un tema così delicato senza distinguere tra accesso sanitario e presa in carico consapevole: la verità è che qui non mancano i posti, ma servono percorsi seri, costruiti insieme ai servizi territoriali e nel rispetto della volontà delle persone”.