In vista delle elezioni amministrative 2026 a Marsala, proseguono le interviste ai candidati della prossima competizione elettorale. Oggi è il turno dell’ing. Giuseppe Marino, candidato nella lista AVS a sostegno di Andreana Patti.
1. Perché ha deciso di candidarsi al Consiglio Comunale proprio adesso?
Mi candido perché Marsala non ha più tempo per una politica fatta di improvvisazione. La mia scelta con AVS nasce dalla volontà di portare in aula una visione chiara: quella di una pianificazione tecnologica e circolare.
Siamo in un momento storico in cui la transizione ecologica non è un’etichetta, ma uno strumento concreto per affrontare crisi ormai croniche, dalla rete idrica colabrodo all’isolamento delle contrade.
Mi candido perché voglio fare la mia parte, insieme alla futura amministrazione, partendo da quello che da anni non funziona. Dobbiamo liberare energie bloccate da decenni di gestione della cosa pubblica di tipo dinastico, spesso tramandata tra padri, figli e parenti, senza alcun criterio di merito. Questa mancanza di visione, legata più all’occupazione delle poltrone che alla progettazione, ha costretto migliaia di giovani — compresi i miei figli — a cercare fortuna altrove. È il momento di invertire la rotta: voglio una città in cui si resti per scelta e che finalmente premi il merito.
2. Dove ha fallito la politica negli ultimi anni a Marsala?
Ha fallito nel trasformare le risorse e le potenzialità del territorio in un sistema integrato di servizi, infrastrutture e pianificazione urbana. Marsala vive un paradosso evidente: è una città ricca di potenzialità, ma povera nei servizi primari. Oggi è caratterizzata da una forte frammentazione territoriale e sociale. Solo per fare alcuni esempi concreti: il sistema dei trasporti non riesce a collegare in modo efficace centro e contrade, con conseguenze dirette sui costi e sulla qualità della vita. Nel centro urbano, la carenza di verde pubblico, unita all’eccesso di superfici asfaltate, rende gli spazi meno vivibili e poco a misura delle persone. Non è accettabile che l’accesso a servizi essenziali, come l’acqua o la mobilità, vari in base al quartiere. La rete idrica è datata e presenta criticità strutturali, con perdite e interruzioni frequenti. È su questi aspetti che intendo dare il mio contributo, lavorando su problemi che da anni restano irrisolti. Non possiamo più permettere che alcune aree restino indietro rispetto ad altre: Marsala deve crescere in modo più equilibrato.
3. Qual è il primo atto concreto che proporrebbe se venisse eletto?
Il primo passo non sarà limitarsi a lanciare progetti, ma portare in Consiglio un piano strutturato, con interventi concreti, finanziabili e immediatamente attivabili. Il mio primo atto sarà il lancio del 'Piano Marsala Resiliente e Verde', un pacchetto di interventi immediati per cambiare volto alla città. La priorità è accelerare l’approvazione del PUG (Piano Urbanistico Generale): senza questo strumento, ogni sviluppo resta disordinato o esposto a logiche speculative. La sua attuazione può essere sostenuta attraverso l’Obiettivo di Policy 5 del PR FESR Sicilia, già destinato allo sviluppo urbano sostenibile.
Accanto a questo, propongo una serie di azioni operative:
• Rigenerazione urbana (De-paving)
Trasformare alcune delle principali vie del centro in boulevard alberati e pedonali, utilizzando materiali drenanti e introducendo infrastrutture verdi. L’intervento rientra nell’Azione 2.7.1 del PR FESR Sicilia dedicata alle Nature-Based Solutions e ha effetti diretti anche sul valore immobiliare, con incrementi stimati tra il 15% e il 25% nelle aree riqualificate.
• Regolamento “Parcheggi Vivi”
Prevedere l’obbligo, per i nuovi parcheggi, di almeno il 40% di superficie permeabile e presenza di alberature, per superare il modello attuale basato su superfici completamente asfaltate. Anche questo intervento può essere sostenuto tramite l’Azione 2.7.1.
• Città dei 15 minuti
Realizzare micro-spazi verdi di quartiere (Pocket Park), accessibili a piedi, partendo da aree già disponibili come quella antistante la Madonna della Grotta. L’obiettivo è garantire servizi di prossimità e migliorare la qualità urbana diffusa.
• Digitalizzazione del sistema idrico (SCADA)
Introdurre un sistema di monitoraggio digitale della rete idrica, dal pozzo al contatore, per eliminare sprechi e gestire in modo efficiente la distribuzione. Questo intervento rientra nell’Azione 2.5.1 del PR FESR Sicilia, dedicata al miglioramento del servizio idrico integrato.
Non si tratta di idee astratte, ma di interventi già finanziabili e tecnicamente realizzabili.
4. Che competenze o esperienze personali porta in Consiglio comunale?
Porto in Consiglio comunale un’esperienza che unisce gestione operativa, visione tecnica e impegno sul territorio. In ambito gestionale e manageriale ho maturato esperienza nella gestione di budget, nell’ottimizzazione dei processi e nell’assunzione di responsabilità su decisioni che incidono direttamente sulla vita delle persone. È un approccio che voglio portare anche nella macchina amministrativa di Marsala. La mia esperienza internazionale, maturata nel rapporto con aziende di diversi settori, insieme al quinquennio come consigliere nel Consorzio delle Aree Industriali di Trapani, mi permette di affrontare con maggiore consapevolezza le sfide economiche e sociali dei prossimi anni. A questo si aggiunge un impegno politico e associativo di lungo periodo, in particolare sui temi ambientali, che mi ha consentito di conoscere da vicino le criticità del territorio. Porto la capacità di ascoltare e di progettare: due elementi che oggi ritengo fondamentali per lavorare in modo efficace in Consiglio.
5. Come immagina Marsala tra cinque anni?
Immagino una città che ha iniziato finalmente a cambiare direzione. Non credo ai progetti calati dall’alto e realizzati in pochi anni: sarebbe poco credibile. In cinque anni, però, si possono fare due cose fondamentali: mettere ordine e costruire basi solide. Immagino una città che inizia davvero a diventare più connessa e più efficiente. Penso a un sistema di mobilità integrato, un modello “Rail, Road & Ride”, in cui la ferrovia diventa una vera metropolitana di superficie e il trasporto su gomma torna a essere affidabile anche per le contrade, con servizi organizzati e sincronizzati, ad esempio, con gli orari scolastici, anche attraverso strumenti semplici come una App. Oggi una famiglia media a Marsala è spesso costretta a mantenere una seconda, se non una terza auto, proprio per l’inefficienza dei trasporti. Eliminare anche solo un’auto significa risparmiare tra i 3.000 e i 4.000 euro l’anno tra assicurazione, bollo, manutenzione e carburante: risorse che tornano direttamente nel bilancio familiare. Immagino anche una città che avvia concretamente le Comunità Energetiche. Penso, ad esempio, ai tetti degli edifici pubblici e delle case popolari utilizzati per produrre energia attraverso il fotovoltaico. In questo modo, il sole diventa una risorsa reale per le famiglie. Per chi è in difficoltà, risparmiare tra i 300 e i 500 euro l’anno sulle bollette significa poter coprire spese essenziali come cibo, farmaci o scuola. Anche le aree industriali possono diventare più competitive grazie all’autoconsumo collettivo. Sono interventi che possono essere sostenuti dal PR FESR Sicilia 2021–2027, con risorse utilizzabili fino al 2029: un orizzonte temporale che può fare la differenza anche per un Comune come Marsala. Infine, immagino un’agricoltura più resiliente, capace di affrontare la siccità anche attraverso il riutilizzo delle acque reflue depurate. Si tratta di interventi sostenuti dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale, che possono ridurre i costi di produzione tra il 15% e il 25%, migliorando in modo concreto la sostenibilità economica delle aziende agricole.E vedo un’amministrazione che finalmente utilizza in modo efficace le risorse europee già disponibili, trasformandole in interventi reali. Non stiamo parlando di promesse irrealizzabili, ma di cantieri aperti e scelte avviate. Tra cinque anni, vorrei che i marsalesi dicessero: “Si è iniziato a cambiare davvero.”
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