Nuove regole e più certezze per il settore della pesca del tonno rosso. Il decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), che disciplina quote e imbarcazioni autorizzate per il triennio 2026-2028, è stato presentato a Trapani nel corso di un incontro con le associazioni di categoria.
Più programmazione e quota record per la Sicilia
All’Italia è stato assegnato un contingente complessivo di 6.182,610 tonnellate per ciascuna annualità. Di queste, il 50% è destinato al dipartimento marittimo della Sicilia, confermando il ruolo centrale dell’Isola nel comparto. Il restante è ripartito tra il comparto jonico-tirrenico (40%) e quello adriatico (10%).
Un elemento accolto positivamente dagli operatori, che da tempo chiedevano una maggiore programmazione: la durata triennale del decreto consente infatti alle imprese di pianificare investimenti e attività con più stabilità.
Spazio anche alla piccola pesca
Tra le novità più apprezzate, l’introduzione – in via sperimentale – di una quota dedicata alla piccola pesca costiera. Le imbarcazioni di minori dimensioni potranno pescare fino a 1,5 tonnellate ciascuna, aprendo nuove opportunità per un segmento spesso penalizzato.
Il mondo associativo si è detto nel complesso soddisfatto, pur sottolineando la necessità di eventuali aggiustamenti futuri.
Il confronto a Trapani
Il decreto è stato al centro del convegno “Insieme per il Futuro del Tonno Rosso”, che si è svolto nella sala consiliare del Libero Consorzio Comunale di Trapani. Un momento di confronto tra istituzioni, operatori e rappresentanze del settore.
Il sottosegretario al MASAF, Patrizio Giacomo La Pietra, ha parlato di “percorso d’avvio” sottolineando come il decreto possa essere migliorato attraverso il dialogo con i territori: “Il decreto con una scadenza triennale è una garanzia per il settore perché le imprese potranno programmare, investire ed avere una prospettiva”.
Filiera e aggregazione, la sfida
Tra i temi emersi con forza, quello del rafforzamento della filiera. Aggregazione e commercializzazione sono indicati come strumenti fondamentali per aumentare la competitività e la qualità degli investimenti.
Anche il presidente del Libero Consorzio, Salvatore Quinci, ha ribadito il valore strategico del comparto: “La pesca, per noi, è storia e tradizione ma ancora di più identità. Serve unità per ridare slancio a un sistema economico che va sostenuto”.
Un settore che prova a ripartire
Dopo anni segnati da restrizioni e difficoltà, il comparto guarda con cauto ottimismo a questa nuova fase. Il decreto rappresenta una base di partenza per rilanciare la pesca del tonno rosso, con l’obiettivo di coniugare sostenibilità, tutela delle risorse e crescita economica.
Il confronto avviato a Trapani, assicurano dal Ministero, continuerà nei prossimi mesi per arrivare a un sistema sempre più condiviso e aderente alle esigenze del territorio.