Il primo giorno del Mondiale di Enduro parla chiaro già dai cronometri. Josep Garcia si prende la scena con un totale di 1:04:32.89, un tempo costruito senza sbavature, sempre davanti, sempre nel ritmo giusto. Dietro ci prova Steve Holcombe, che chiude in 1:04:38.21, appena sei secondi: è l’unico che resta agganciato. Poi però il gap si apre davvero. Andrea Verona è terzo in 1:05:03.00, oltre 30 secondi, segno che la gara qui non perdona e che già dal sabato si è fatta selezione.
Il dato interessante è proprio questo: non una gara tirata fino all’ultimo per tutti, ma una corsa che ha diviso subito il gruppo. Davanti due, dietro gli altri.
Le classi: cosa dicono i tempi
Se si entra dentro le categorie, il quadro si fa ancora più chiaro e racconta bene la difficoltà del tracciato.
Nella Enduro1 è ancora Garcia a fare la differenza. Il suo tempo non è solo il migliore di categoria, ma è il riferimento assoluto della giornata. Qui non vince “di misura”, ma gestendo ogni speciale con precisione.
In Enduro2 il migliore è Andrea Verona, che però – guardando il tempo totale – paga quel mezzo minuto dalla vetta assoluta. Tradotto: vince la classe, ma il ritmo dei primi due oggi è stato un altro livello.
In Enduro3 si impone Theo Espinasse, con un tempo che lo tiene dentro la top ten assoluta ma comunque staccato dai primissimi. Anche qui emerge una cosa: le categorie ci sono, ma la gara vera si gioca davanti.
Junior e Youth: distacchi più ampi
Nella Junior vince Romain Dagna, con tempi sopra l’ora ma con distacchi più evidenti tra un pilota e l’altro. Qui la gara è meno compatta: si vedono differenze più marcate, segno di un livello ancora in costruzione ma anche di un percorso molto tecnico.
Nella Youth davanti c’è Pietro Scardina. Anche in questo caso i cronometri raccontano una gara più “larga”, con gap importanti già tra i primi cinque. È una categoria dove conta tanto la gestione oltre alla velocità.
Femminile: Martel davanti con margine
Nel femminile vince Justine Martel, con un tempo complessivo che supera l’ora e dieci. Qui i distacchi sono ancora più netti rispetto alle categorie maggiori: la francese costruisce il successo speciale dopo speciale e tiene un margine solido sulle inseguitrici.
Il segnale dei tempi
Se si mette tutto insieme, il quadro è semplice:
- davanti si viaggia sotto pressione costante e con distacchi minimi
- nelle altre categorie i gap aumentano, segno di un percorso selettivo
E infatti il numero che resta è quello iniziale: sei secondi tra primo e secondo, trenta dal terzo in poi. È lì che si legge tutta la gara.
Oggi si riparte
Oggi è già Day 2, nuova classifica e nuovi punti.
Ma il riferimento è chiaro: Garcia ha imposto il ritmo, e per batterlo servirà qualcosa in più, non solo velocità.