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12/04/2026 22:00:00

Colonscopia urgente entro 10 giorni, ma l’Asp la fissa dopo 11 mesi

Doveva sottoporsi a una colonscopia entro dieci giorni, ma al Cup dell’Asp di Ragusa l’appuntamento disponibile era dopo undici mesi. È il caso denunciato dalla Rete civica articolo 32, che riaccende i riflettori sulle criticità del sistema sanitario locale.

 

Il percorso: dal referto alla prenotazione

Il paziente si era rivolto al servizio pubblico di prevenzione per il tumore al colon retto. Dopo tre prelievi, il referto – datato 17 marzo – aveva evidenziato la presenza di sangue occulto. Il giorno successivo, con richiesta urgente del medico curante, si è recato al Cup per prenotare la colonscopia.
La prima data utile indicata: 12 febbraio 2027.

 

La denuncia: “Prevenzione inutile senza tempi certi”

A segnalare il caso è Rosario Gugliotta, presidente della Rete civica articolo 32 di Ragusa.
“È lecito chiedersi a cosa servano le campagne di prevenzione – afferma – se i pazienti a rischio vengono poi lasciati soli”.
L’associazione sottolinea come i ritardi negli accertamenti possano compromettere l’efficacia dei percorsi di diagnosi e cura.

 

La replica dell’Asp

L’Asp di Ragusa, in una nota, precisa che il caso non rientra nel programma ufficiale di screening oncologico aziendale.
Secondo l’azienda sanitaria, infatti, il percorso standard prevede un solo campione, mentre nella vicenda segnalata si parla di tre prelievi, elemento che farebbe pensare a un iter diverso da quello istituzionale.

 

“Percorsi di tutela attivabili”

L’Asp evidenzia inoltre che, nei casi con priorità “breve”, il cittadino può attivare specifici percorsi di tutela per ottenere l’esame entro i tempi previsti.
Una procedura che, secondo l’azienda, nel caso segnalato avrebbe potuto essere richiesta per accelerare l’accesso alla prestazione.

 

Il nodo resta: tempi e accesso alle cure

Al di là delle precisazioni tecniche, la vicenda riporta al centro il problema delle liste d’attesa e dell’accesso tempestivo agli esami diagnostici, soprattutto quando si tratta di sospetti oncologici. Una questione che continua a sollevare interrogativi tra cittadini e associazioni.