Un episodio che lascia sgomenti e che scuote profondamente la coscienza civile. Nel territorio di Trapani è stato rinvenuto un cucciolo di gatto di appena 300 grammi in condizioni gravissime, vittima di una violenza brutale e deliberata.
Nella lettera di denuncia inviata alle autorità si parla senza mezzi termini di un animale con i “genitali perforati da spilli”, affetto da lesioni infette e ascessi. Una crudeltà definita dagli autori della segnalazione come “frutto di una mente perversa e profondamente malata”, capace di infliggere sofferenze estreme a un essere indifeso.
“Un pericolo per tutta la comunità”
La denuncia non si limita a raccontare l’orrore, ma lancia un allarme preciso: chi compie atti del genere rappresenta un rischio concreto non solo per gli animali, ma per l’intera collettività.
“Un episodio così non nasce dal nulla” si legge nel documento. Secondo i firmatari, dietro questa violenza ci sarebbero carenze strutturali: assenza di prevenzione, controlli insufficienti sul territorio e una generale mancanza di sensibilizzazione istituzionale.
Accuse pesanti: “inerzia e rimpallo di competenze”
La lettera punta il dito anche contro le istituzioni. Viene evidenziata “la mancata applicazione degli obblighi di intervento da parte della Polizia Municipale” e un presunto “rimpallo di competenze” da parte dei Carabinieri, che – secondo quanto denunciato – non avrebbero attivato procedure nonostante segnalazioni documentate.
Un’inerzia che, sempre secondo il testo, “ha lasciato il caso privo di gestione” e che potrebbe configurare l’ipotesi di omissione di atti d’ufficio ai sensi dell’articolo 328 del codice penale.
Le richieste: indagini, controlli e prevenzione
Nella denuncia vengono avanzate richieste precise e articolate alle autorità competenti:
- l’immediata apertura di accertamenti per individuare i responsabili;
- l’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area;
- la verifica di soggetti già segnalati per episodi analoghi;
- il rafforzamento dei controlli sul territorio, soprattutto nelle zone considerate a rischio;
- l’adozione di un piano concreto di prevenzione del maltrattamento animale;
- un riscontro formale sulle attività avviate e sugli esiti delle indagini.
“La gravità dei fatti impone una risposta immediata, concreta e documentata” si sottolinea nella lettera, evidenziando come ogni ritardo possa rendere il territorio ancora più vulnerabile.
Il ruolo dei volontari e le lacune del sistema
Un passaggio particolarmente duro riguarda la gestione quotidiana di questi casi. Secondo i firmatari, sono spesso associazioni e volontari a intervenire in prima linea, sostenendo costi e impegno personale per sopperire alle carenze delle istituzioni.
“Dove questa rete manca, gli animali subiscono sofferenze estreme senza tutela” si legge, in un’accusa che descrive una situazione non episodica ma sistemica, fatta di “un susseguirsi di omissioni”.
La proposta: colonie feline sorvegliate
Tra le richieste avanzate c’è anche una proposta concreta: l’istituzione di un numero maggiore di colonie feline registrate sul territorio comunale, dotate di sistemi di videosorveglianza attiva e continua.
Secondo quanto indicato nella denuncia, queste colonie dovrebbero essere censite ufficialmente, gestite con fondi pubblici e protette, in linea con la legge 281/1991 e le normative regionali, per garantire una tutela reale dei gatti liberi e scoraggiare episodi di violenza.
Un appello che chiama in causa le istituzioni
La lettera si chiude con un richiamo netto al dovere pubblico: “La protezione dei più vulnerabili è un dovere istituzionale e immediato”, che richiede interventi chiari, tracciabili e coerenti con la normativa vigente. Un appello forte, firmato da Karuna – Attivismo by Progetto Vegan, movimento in difesa degli animali, che ora attende risposte concrete da parte delle autorità, mentre la città resta scossa da un episodio che difficilmente potrà essere dimenticato.