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11/04/2026 08:25:00

Gli operai morti a Palermo lavoravano in nero. Due indagati per omicidio colposo

 Daniluc Tiberi Un Mihai, cittadino romeno, e Najahi Jaleleddine, di nazionalità tunisina, lavoravano senza contratto, in nero, senza tutele né coperture. È questo il primo, elemento che emerge con chiarezza nella tragedia avvenuta ieri a Palermo, dove due operai hanno perso la vita precipitando da circa 25 metri dopo il cedimento di una gru. Le vittime sono Secondo quanto accertato dagli investigatori, non risultavano assunti regolarmente e non erano iscritti agli enti previdenziali del settore edile.

 

Indagini e iscrizioni nel registro degli indagati

 

Nelle prossime ore, il titolare dell’impresa per cui lavoravano i due operai e il committente dei lavori saranno iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Un atto dovuto che consentirà loro di partecipare agli accertamenti tecnici con propri consulenti.

L’autopsia sui corpi delle vittime è stata fissata per lunedì all’istituto di medicina legale del Policlinico. Le indagini, coordinate dalla procura, puntano a chiarire ogni aspetto della vicenda.

 

Il cedimento della gru

 

La tragedia si è consumata durante lavori in un appartamento al decimo piano. Il braccio della gru si sarebbe spezzato improvvisamente, facendo precipitare il cestello su cui si trovavano i due operai.

Gli investigatori stanno verificando le condizioni del mezzo, la manutenzione e il rispetto delle norme di sicurezza all’interno del cantiere.

 

Lavoro nero e mancanza di tutele

 

Il fatto che i due operai lavorassero in nero apre uno scenario ancora più grave. Oltre alla dinamica dell’incidente, gli inquirenti stanno approfondendo la loro posizione contrattuale e le eventuali responsabilità legate all’impiego irregolare.

Un elemento confermato anche dalle testimonianze dei familiari, che hanno riferito dell’assenza di qualsiasi forma di contratto.

 

Intervento di Valentia Chinnici (PD)

"Daniluc Tiberi Un Mihai aveva 50 anni e Najahi Jaleleddine 41.  Sono i due operai morti a Palermo, precipitando da una gru che ha ceduto improvvisamente. Migranti e in nero. Due vite senza diritti garantiti, ai margini della nostra città. Gli ispettori del lavoro sono arrivati “dopo”, non per tutelare le loro vite ma per constatare i motivi della loro morte così ingiusta e violenta.  Il LAVORO, dignitoso e sicuro, è e deve essere la priorità anche in Sicilia. 

Domani a Sigonella ricorderemo anche loro. Perché la giustizia sociale, la Pace e la sicurezza si tengono insieme. E sono il bene primario, al di sopra di ogni profitto".

 

La reazione dei sindacati

 

Dura la presa di posizione delle organizzazioni sindacali, che annunciano una mobilitazione unitaria sulla sicurezza sul lavoro. Nei prossimi giorni sono previste assemblee nei cantieri e iniziative che coinvolgeranno tutta la città, fino a una manifestazione pubblica.

«Non è più accettabile assistere a questa scia di morti», denunciano Cgil, Cisl e Uil, chiedendo interventi immediati per garantire la sicurezza e la dignità dei lavoratori.

 

Una tragedia che pesa due volte

 

Alla perdita di due vite si aggiunge il peso di una condizione di lavoro irregolare, senza diritti né protezioni. Un aspetto che rende questa tragedia ancora più grave e che riporta al centro il tema dei controlli e della sicurezza nei cantieri.

Le indagini dovranno chiarire responsabilità e omissioni. Ma resta il dato di fondo: due uomini sono morti mentre lavoravano senza alcuna tutela.