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10/04/2026 06:00:00

Ars in crisi, Aula deserta: maggioranza assente e leggi bloccate

L’Assemblea Regionale Siciliana si conferma sempre più un campo minato, dove tensioni politiche e fragilità della maggioranza rendono difficile l’ordinaria attività legislativa. La seduta di mercoledì è saltata per l’assenza dei deputati di maggioranza. Un segnale politico pesante, che arriva in un momento delicato per l’agenda parlamentare.

All’ordine del giorno c’erano provvedimenti importanti, rimasti fuori dalla Finanziaria di dicembre e attesi da mesi: tra questi, la legge per la lotta all’endometriosi e quella che introduce un tariffario fisso e calmierato per i parcheggi negli ospedali pubblici. Misure che toccano direttamente la vita dei cittadini, tra diritto alla salute e sostenibilità dei servizi, e che invece restano ancora bloccate nei meandri dell’Aula.

 

A rendere ancora più evidente la criticità della situazione, l’assenza dell’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, proprio durante una seduta che avrebbe dovuto affrontare temi sanitari centrali. Un’assenza che non è passata inosservata e che ha alimentato ulteriormente le polemiche.

Durissimo lo sfogo della deputata Luisa Lantieri, da tempo impegnata sulla legge contro l’endometriosi. Lantieri ha puntato il dito contro i colleghi della maggioranza, sottolineando come proprio da quei banchi siano arrivate le assenze decisive, mentre l’opposizione era presente in Aula e ha manifestato sostegno al disegno di legge. “È vergognoso”, ha dichiarato senza mezzi termini, fotografando un clima di crescente frustrazione anche tra chi lavora ai provvedimenti.

 

Miccichè: “Non si può continuare così”
A certificare il momento critico è anche la presa di posizione di Gianfranco Miccichè, esponente di Grande Sicilia, che ha parlato apertamente di una politica incapace di garantire il funzionamento delle istituzioni. Parole nette, che suonano come un atto d’accusa: “Ho l’impressione che la politica si trovi in una situazione imbarazzante e che abbia mollato”.

Miccichè ha invocato una riflessione profonda su quanto sta accadendo, mettendo in discussione la stessa tenuta della legislatura: “Non credo sia possibile trascorrere un altro anno così. In quel caso sarebbe più serio dimetterci tutti e chiudere la legislatura anzitempo”. Un monito che pesa e che evidenzia come la crisi non sia più episodica, ma strutturale.

 

Schifani riorganizza i rapporti con l’Ars
Nel tentativo di rimettere ordine, il presidente della Regione Renato Schifani ha deciso di intervenire direttamente sugli equilibri interni alla sua squadra di governo. Al vicepresidente Luca Sammartino è stata revocata la delega ai rapporti con l’Ars, una scelta significativa che segnala la necessità di cambiare passo nella gestione dei rapporti con il Parlamento regionale.

La delega è stata affidata all’assessore Alessandro Aricò, nel tentativo di ristabilire un canale più efficace tra governo e Aula. Un passaggio che, però, da solo potrebbe non bastare a risolvere una crisi che appare prima di tutto politica.

Dopo la figuraccia dell’Aula semideserta, Schifani ha inoltre convocato una riunione di coalizione per provare a ricompattare la maggioranza. L’appuntamento è fissato per martedì 14 aprile a Palazzo dei Normanni.

 

Il caso Cirrone Cipolla
A completare il quadro di stallo istituzionale, anche la mancata surroga della deputata Rosetta Cirrone Cipolla, che avrebbe dovuto subentrare al posto di Michele Mancuso, attualmente agli arresti domiciliari. Prima dei non eletti a Caltanissetta nelle liste di Forza Italia, Cirrone Cipolla non ha potuto insediarsi per l’assenza del numero legale in Commissione Verifica poteri, che non ha ratificato la surroga.

Un episodio che, più di altri, racconta il livello di paralisi raggiunto: non solo le leggi restano ferme, ma anche i passaggi formali e necessari al funzionamento dell’Assemblea si bloccano.