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08/04/2026 06:00:00

Trapani, bus dei Misteri tra prova BRT, costi, sicurezza e polemiche

La mobilità dei Misteri doveva essere una prova generale del futuro sistema di trasporto urbano, un test anche in vista del Bus Rapid Transit (BRT). Si è trasformata invece in una gestione in emergenza, con mezzi aumentati in corsa, personale insufficiente, costi aggiuntivi e un nodo che riguarda direttamente i cittadini: quello della sicurezza a bordo.

 

I numeri aiutano a ricostruire quanto accaduto. I bus dedicati al centro storico erano inizialmente 3, poi sarebbero diventati 5 con l’aumentare dell’affluenza. Ogni mezzo con una capienza di circa 100 passeggeri. La frequenza è passata da circa 10 minuti a circa 6-7 minuti, con il picco tra le 19:30 e le 21:00. Il servizio è stato garantito fino alle 3:00 e, secondo stime raccolte, circa 5.000 persone avrebbero utilizzato le navette nel corso della serata.

 

Il sistema ha retto, ma adattandosi strada facendo. La linea 10 è stata garantita finché la viabilità lo ha consentito, poi le chiusure al traffico hanno reso impossibile mantenere il servizio regolare. Nel giorno dell’evento non risultava disponibile una pianificazione scritta chiara, mentre il terminal è risultato di fatto inutilizzabile anche per la presenza di circa 150 camper, con autobus costretti a partire dalla strada.

 

Il dato più significativo riguarda il personale. Almeno 4 operatori risultavano assenti per malattia nei giorni più delicati e, per coprire il servizio, si sarebbe fatto ricorso a soluzioni straordinarie. Alla guida si sarebbero messi anche il gestore dei trasporti Rosario Gentile e un controllore, su iniziativa del coordinatore del servizio Andrea Oddo

Un impegno operativo che il CdA di ATM ha poi rivendicato pubblicamente, ringraziando il personale e citando il lavoro dello stesso Gentile, di Oddo, del coordinatore del traffico Giuseppe Giacone e dell’addetto di esercizio Antonino Macaluso per la rapidità con cui sarebbero state attivate le corse aggiuntive.

 

Ma proprio questo punto apre una questione più ampia. Il 6 marzo 2026 Rosario Gentile è stato nominato in via temporanea e urgente gestore dei trasporti, figura obbligatoria per legge, con compiti organizzativi e di controllo e con esonero dalla guida salvo emergenze. E durante i Misteri quella situazione emergenziale si sarebbe verificata, segno di una macchina che ha dovuto compensare criticità organizzative con interventi straordinari.

 

Sul piano economico, l’operazione presenta un dato rilevante. Il servizio durante i Misteri è stato gratuito, quindi ATM non avrebbe incassato nulla dai biglietti. Eppure il flusso è stato significativo: con circa 5.000 passeggeri, il potenziale incasso, considerando un biglietto medio da circa 1,20 euro, si attesterebbe intorno ai 6.000 euro, cioè il 100% dei ricavi da traffico azzerato per scelta organizzativa.

 

Al contrario, i costi sarebbero aumentati. Più autobus in servizio, più ore di lavoro, straordinari festivi e consumi energetici maggiori. Se le corse straordinarie fossero state effettuate con autobus diesel Euro 6, il costo del carburante si collocherebbe indicativamente fino a circa 1 euro al chilometro. Tuttavia, non è stato reso noto quali mezzi siano stati effettivamente impiegati, considerando che la flotta integra anche autobus elettrici. In ogni caso, l’aumento dei costi operativi appare inevitabile.

 

E qui emerge il nodo strutturale. Il Comune finanzia già il servizio con oltre 1,5 milioni di euro l’anno (determinazione n. 1110 del 18 marzo 2026, con cui vengono impegnati e liquidati oltre 1,5 milioni di euro per il 2026, di cui 754.293,58 euro per il primo semestre), ma le entrate alternative restano marginali.

 

Un dato che colpisce emerge mettendo insieme due atti dello stesso periodo: il Comune avrebbe incassato appena 157,50 euro complessivi dalla pubblicità su parcometri e biglietti della sosta (determinazione n. 1173 del 21 marzo 2026), pari al 10% di aggio, il che porterebbe a stimare ricavi pubblicitari complessivi per circa 1.500 euro in due anni. Una cifra irrilevante rispetto alla spesa strutturale del servizio.

 

Accanto ai costi, emerge il tema della sicurezza. Secondo la Carta dei Servizi, è ATM a dover garantire il diritto degli utenti a viaggiare in condizioni sicure, con mezzi dotati di videosorveglianza, sistemi di controllo e personale formato alla gestione delle emergenze. Il rispetto delle regole a bordo è affidato a conducenti, controllori, ispettori e agenti accertatori. Tuttavia, la stessa Carta – da quanto emerge – non risulterebbe ancora formalmente approvata dal Comune, pur rappresentando il documento che definisce gli standard dichiarati del servizio.

 

E proprio durante la serata dei Misteri, con autobus particolarmente affollati, si pone il problema del rispetto concreto di questi standard. Le immagini circolate mostrano mezzi pieni e spazi saturi, una condizione che solleva interrogativi sulla gestione dei flussi e sui livelli di controllo effettivamente garantiti.

 

A rendere ancora più evidente la distanza tra percezione e realtà sono state anche alcune prese di posizione pubbliche. Il componente del CdA Massimo Valenti ha condiviso sui social immagini dei bus pieni accompagnandole con messaggi che parlano di servizio efficiente e sistema che avrebbe retto. Una lettura che contrasta con le criticità segnalate e con le condizioni osservate nelle ore di punta.

 

 

Il modello di gestione resta quello consolidato: servizio affidato in house ad ATM Trapani, società partecipata al 100% dal socio unico Comune di Trapani, sulla base di un contratto del 2007 prorogato fino al 31 dicembre 2026. Un sistema che garantisce continuità, ma che continua a basarsi su risorse pubbliche, con ricavi propri limitati e forte dipendenza dal finanziamento comunale.

 

La prova dei Misteri, letta in questa chiave, assume un valore che va oltre l’evento. Doveva essere un test per il futuro della mobilità cittadina. Ha dimostrato capacità di reazione, ma anche limiti evidenti: pianificazione carente, personale insufficiente, sicurezza da verificare e ricavi azzerati.

 

E allora la domanda resta aperta: questa può essere la base su cui costruire il futuro del trasporto pubblico a Trapani?