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07/04/2026 06:00:00

Marsala, Oculistica del "Paolo Borsellino": attese infinite e disagi per i pazienti

All’ospedale “Paolo Borsellino” di Marsala emerge una contraddizione sempre più evidente: da un lato reparti che funzionano e rappresentano un motivo di orgoglio, dall’altro servizi che arrancano, lasciando i pazienti in balia di attese interminabili e disagi difficilmente giustificabili. Accanto ai reparti che ricevono plausi per efficienza ed empatia, ce ne sono altri che mostrano criticità profonde.

 

Una delle situazioni più gravi riguarda il reparto di Oculistica. Secondo quanto segnalato da numerosi cittadini, le liste d’attesa continuano ad allungarsi mese dopo mese: per un intervento di cataratta prenotato a inizio novembre si arriverebbe addirittura a fine estate. Mesi e mesi di attesa per un intervento che, in altre strutture, viene eseguito in tempi decisamente più brevi.

 

Il confronto è inevitabile: nell’ospedale di Sciacca lo stesso intervento verrebbe effettuato in meno di un mese. Una disparità che solleva interrogativi pesanti sull’organizzazione sanitaria e sull’equità del servizio pubblico. Perché la sanità non può dipendere dalla possibilità, o meno, di spostarsi in un’altra città.

Eppure, a fine gennaio 2025, l’ASP di Trapani elogiava l’Unità Operativa di Oculistica, diretta da Francesco Agresti, per aver eseguito il primo impianto di iStent inject, un microdispositivo per la chirurgia mini-invasiva del glaucoma. Nella stessa comunicazione si parlava di un marcato potenziamento dell’attività chirurgica: circa 800 interventi di cataratta, con un incremento del 362% rispetto al 2024 e del 1.329% rispetto al 2023. Inoltre, veniva annunciato l’arrivo di un nuovo faco-vitrectomo, destinato a rafforzare ulteriormente il trattamento delle patologie retiniche.

 

Numeri importanti, che però non sembrano trovare riscontro nell’esperienza dei cittadini, molti dei quali attendono un intervento da sei, otto mesi o anche di più. Non è solo una questione di tempi già di per sé inaccettabili: è il confronto con altre realtà a rendere la situazione ancora più difficile da comprendere. A Sciacca, lo stesso intervento viene eseguito in tempi rapidi. Una differenza che non può essere liquidata come semplice casualità organizzativa, ma che evidenzia una gestione squilibrata del servizio di oculistica sul territorio.

Più volte è stato spiegato che a occuparsi di questi interventi sarebbe un solo medico. Ma una criticità organizzativa non può ricadere sui cittadini: i problemi vanno risolti, non trasferiti come responsabilità collettiva. E allora la domanda resta: perché a Marsala il reparto di Oculistica non funziona? O funziona male?

 

 

MOC, un’altra segnalazione

Nella stessa struttura emerge un’altra vicenda emblematica: un’apparecchiatura per la MOC (densitometria ossea), presente da oltre due anni ma mai installata. Una risorsa inutilizzata che racconta, più di molte parole, inefficienze e ritardi che incidono direttamente sulla qualità dell’assistenza.

In questo caso, chi può si rivolge altrove. Ma resta una domanda di fondo: che fine fanno tutti gli altri pazienti? Quelli che non hanno alternative, che non possono permettersi soluzioni private o spostamenti continui?

 

Un ospedale a due velocità

Il punto è proprio questo: non basta avere reparti d’eccellenza per definire efficiente un ospedale. La qualità di una struttura sanitaria si misura sull’insieme dei servizi, sulla capacità di garantire tempi certi, accesso equo e strumenti funzionanti. E oggi, al “Paolo Borsellino”, questa visione d’insieme sembra mancare.

Il rischio è quello di una sanità a due velocità: da una parte i reparti che funzionano, dall’altra quelli che restano indietro. Un ospedale non può vivere di singole eccellenze. Deve funzionare tutto. E deve funzionare per tutti.

 



Sanità | 2026-04-07 06:00:00
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