Lavori al porto di Mazara, corruzione e falso: assolto Giancarlo Teresi
Il Tribunale di Marsala (presidente del collegio: Vito Marcello Saladino, giudici a latere Francesco Paolo Pizzo e Chiara Vicini) ha assolto dalle accuse di falso ideologico in concorso e corruzione il funzionario del dipartimento regionale delle Infrastrutture e mobilità Giancarlo Teresi, all’epoca dei fatti (2019) ingegnere capo del genio civile di Trapani. Con Teresi è stato assolto anche l’ingegnere Salvatore Zaccaro.
Quest’ultimo, libero professionista, era accusato solo di falso in concorso. Giancarlo Teresi, che nel marzo 2020 fu posto agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione “Ottavo cerchio”, era accusato di avere ricevuto regalie e denaro da un imprenditore messinese quando si trovò a svolgere la funzione di direttore dei lavori nell’appalto per il dragaggio del porto-canale di Mazara del Vallo. Il processo era scaturito da un’indagine più vasta condotta da Squadra mobile e Procura di Messina. Poi, per competenza territoriale, il Tribunale dello Stretto trasmise alla Procura di Marsala gli atti relativi a Teresi e Zaccaro. La presunta corruzione di Teresi si sarebbe sostanziata – secondo quanto scritto nell’ordinanza di custodia cautelare emessa sei anni fa dal gip di Messina, Maria Militello – in 700 euro per l’acquisto di un’auto d’epoca Alfa Romeo, un soggiorno gratuito in un albergo di Messina e una cena in un ristorante di Milazzo per sé e altri cinque ospiti. Le regalie, sempre secondo l’accusa, sarebbero state fatte da Giuseppe Micali, titolare della “Ecol 2000”, l’impresa che si aggiudicò i lavori per il dragaggio del porto-canale di Mazara, per un importo di 836 mila euro circa. Regalie a Teresi, inoltre, secondo gli investigatori, sarebbero arrivate anche dal ravennate Giorgio Calderoni, che con la sua ditta aveva preso parte ai lavori di escavazione al porto canale. A difendere i due imputati sono stati gli avvocati Paolo Paladino, Antonino Reina e Fabrizio Biondo. Pm è stata Sara Varazi.
Intanto, lo scorso 10 marzo, Teresi è stato nuovamente arrestato. Stavolta, con contestazioni ancora più gravi. Avrebbe fatto vincere appalti a imprenditori mafiosi, tra i quali il favarese Carmelo Vetro (per il porto di Marinella di Selinunte) e i fratelli Giovanni e Matteo Filardo, cugini di Matteo Messina Denaro (Polo tecnologico di Castelvetrano).
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