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06/04/2026 06:00:00

  Funivia di Erice, la polemica: assunzioni lampo e tariffe in aumento

 Assunzioni pubblicate per poche ore, senza traccia sui canali ufficiali. E tariffe che salgono, tra dubbi e comunicazioni poco chiare. Attorno alla Funierice si accende una doppia polemica politica che chiama in causa trasparenza, gestione e rapporto con i cittadini.

 

Assunzioni “flash”: Mannina chiede chiarimenti

 

A sollevare il caso è la consigliera comunale Simona Mannina, che punta il dito su un avviso pubblicato – secondo quanto riferisce – su un sito di lavoro interinale per l’assunzione di cassieri e agenti di stazione nel territorio di Trapani.

Un annuncio apparso venerdì 27 marzo e con scadenza domenica 29 marzo. Due giorni appena.

Un dettaglio che per Mannina non è secondario. Anzi. È il cuore della contestazione.

La consigliera sottolinea come non vi sia stata alcuna comunicazione né sul sito istituzionale della società che gestisce la funivia né su quello del Comune di Erice. Da qui la decisione di presentare un formale accesso agli atti.

Il punto politico è chiaro: quando si parla di lavoro, sostiene Mannina, la trasparenza non può essere un’opzione. E il silenzio istituzionale, in questi casi, diventa un problema serio.

 

Tariffe in aumento e comunicazione confusa

 

Sul fronte economico interviene invece l’ex amministratore Germano Fauci, che accende i riflettori sulle tariffe aggiornate a gennaio 2026.

Secondo quanto evidenziato, il costo del biglietto è aumentato per la seconda volta in due anni:

  • corsa semplice a 9 euro
  • andata e ritorno a 15 euro

Aumenti deliberati nel dicembre 2025 dal Consiglio comunale di Erice.

 

Costi in crescita, servizio ridotto?

L’ex amministratore allarga poi il campo: mentre i prezzi salgono, sostiene, aumentano anche i costi di gestione, i compensi dell’amministratore e le spese legali, con incarichi che – secondo quanto denuncia – non seguirebbero criteri di rotazione.

Il risultato, dice, è un servizio che costa di più ma offre meno: meno passeggeri e una riduzione degli orari di apertura già prevista nel programma 2026.

 

 

“Provo un certo imbarazzo”. Comincia così la replica della sindaca di Erice. Una risposta che respinge punto per punto le critiche e rilancia il tema della trasparenza, ribaltando il piano dello scontro politico.

 

“Nessuna procedura oscura, solo un’emergenza”

 

Secondo la sindaca, non ci sarebbe “alcun mistero” dietro l’avviso comparso nei giorni scorsi per la selezione di agenti di stazione.

Si tratterebbe, invece, di una misura emergenziale e limitata al solo mese di aprile, necessaria per far fronte a una carenza improvvisa di personale e garantire i turni.

“Una risposta rapida per non lasciare scoperto un servizio”, spiega. E aggiunge, con tono polemico: “O forse dovremmo lasciare chiuso l’impianto?”.

 

Il nodo delle selezioni: “Metodo trasparente dal 2023”

 

La sindaca rivendica poi il cambio di passo nella gestione del personale stagionale.

Dal 2023, sottolinea, sarebbe stato introdotto un sistema “trasparente e legale”, basato su gare pubbliche attraverso il MePA per individuare un’agenzia interinale. A questa spetterebbe poi la selezione del personale in autonomia.

Un modello che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrebbe garantire maggiore apertura e rotazione rispetto al passato.

È già prevista, infatti, una nuova procedura per le assunzioni stagionali da maggio a settembre.

 

Il confronto con il passato

 

Nel mirino della replica anche il sistema precedente, definito ironicamente quello dei “mega direttori galattici”.

La sindaca fa riferimento a una selezione risalente al 2016, dalla quale – sostiene – sarebbero stati attinti per anni gli stessi nominativi per il lavoro stagionale.

Una pratica che, secondo l’amministrazione, limiterebbe la partecipazione e la possibilità di accesso a nuovi candidati.

Da qui la domanda, tutt’altro che neutra: quale modello è davvero più trasparente?

 

Il riferimento alle cause legali

 

Nella replica trova spazio anche un episodio giudiziario: uno dei lavoratori stagionali “storici”, secondo quanto riferito dalla sindaca, avrebbe fatto causa alla società per poi essere condannato per lite temeraria.

Un passaggio utilizzato per rafforzare la posizione dell’amministrazione sulla correttezza delle procedure adottate.

 

Scontro politico aperto

 

La chiusura è ancora una volta polemica. La sindaca si dice sorpresa che le accuse siano rivolte direttamente a lei, in quanto primo cittadino e rappresentante di uno dei soci della società.

“Pensavo fosse impossibile. E invece sì”.

Il confronto resta aperto. Da una parte le richieste di chiarimento dell’opposizione, dall’altra la difesa dell’amministrazione che rivendica la legittimità delle scelte fatte.

E sullo sfondo, ancora una volta, la gestione di un servizio strategico per il territorio, tra esigenze operative e richieste di trasparenza.