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06/04/2026 17:00:00

I Cristi moderni sotto il dileggio del mondo

Nel giorno della Santa Pasqua, a Marsala, all’ora dei vespri, le associazioni Finestre sul Mondo, con Salvatore Inguì, e Amici del Terzo Mondo, con Enzo Zerilli e altri compagni, dinnanzi alla chiesa Madre, con l’approvazione dell’arciprete, hanno regalato un momento di riflessione, deponendo una croce adornata di giubbotti salvagente dei naufraghi e delle persone migranti, per rammentare, afferma Salvatore Inguì, "i tanti Cristi che continuiamo a crocifiggere sotto il dileggio di tanti, alla stessa maniera in cui i soldati romani schernivano il Cristo".

 

La meditazione è stata stimolata dai commenti disumani e di giubilo, per i morti in mare, da parte di un numero sempre maggiore di persone, che esprimono xenofobia unita a odio allo stato puro, tramite video, social e, in talune occasioni, in presenza, commenti "che non indignano più, che creano paura, ma ciò che in maggior misura spaventa è l’ipocrisia con cui i cristiani cattolici, per voler salvare le proprie radici culturali — che ritengono essere quelle dettate dal Vangelo di Gesù Cristo — mettono in atto comportamenti esattamente contrari ai principi evangelici e quindi a quel Gesù Cristo a cui dicono di ispirarsi", aggiunge Inguì.

 

Nel frattempo, la strage continua: nella notte pasquale, trentadue persone sono state soccorse in mare e portate a Lampedusa dopo il naufragio della barca con cui stavano cercando di arrivare in Europa dalla Libia. I migranti salvati hanno dichiarato di essere salpati in 110; due corpi sono stati recuperati, e poco meno di ottanta persone risultano disperse.

Il crocifisso, il cui titulus crucis è "Una preghiera per la nostra ipocrisia", è stato riposto nella prima campata della navata destra, per ricordare che siamo tutti esseri umani.

 

Vittorio Alfieri