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03/04/2026 12:00:00

Niscemi, 300mila euro dal M5S per famiglie e imprese colpite dalla frana

Trecentomila euro per sostenere famiglie e attività economiche di Niscemi duramente colpite dalla frana dello scorso gennaio. È il contributo che il Movimento 5 Stelle sta distribuendo in questi giorni agli abitanti delle cosiddette “zone nera e rossa”, le più danneggiate dall’evento.

Le risorse serviranno da un lato ad aiutare le famiglie ad acquistare beni di prima necessità per le nuove abitazioni, dall’altro a sostenere i commercianti della zona nera nel riavvio delle loro attività, anche attraverso il trasferimento in aree più sicure della città.

 

Conte: “Non spegnere i riflettori su chi soffre”

A consegnare un assegno simbolico è stato il presidente del M5S Giuseppe Conte, presente a Niscemi insieme ad altri esponenti del Movimento.

“Ero venuto qui lo scorso 24 febbraio – ha dichiarato Conte – e avevo promesso che non si sarebbero spenti i riflettori su quanto accaduto. Oggi torniamo per dare un segnale concreto a cittadini che hanno perso casa o lavoro. Il governo ha impugnato la legge che prevedeva circa quaranta milioni di euro per i colpiti: è scandaloso. Questi 300 mila euro arrivano dai tagli agli stipendi dei nostri parlamentari e devono essere spesi qui, per non lasciare nessuno indietro”.

 

Di Paola: “Gesto simbolico ma necessario”

Sulla stessa linea il coordinatore regionale del Movimento, Nuccio Di Paola, che sottolinea come l’intervento abbia soprattutto un valore di vicinanza:

“Trecentomila euro non bastano a risolvere problemi così gravi, ma rappresentano un segnale concreto per una comunità colpita da una tragedia immane. Una parte dei fondi sarà destinata alle imprese della zona nera per aiutarle a trasferirsi in aree più sicure. Ora serve che la politica faccia la sua parte rapidamente, evitando ritardi e scelte incomprensibili come l’impugnativa della legge regionale”.

 

In attesa degli interventi strutturali

Il contributo del M5S si inserisce in un contesto ancora complesso, con molte famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni e numerose attività economiche ferme o in difficoltà. Resta alta l’attesa per interventi strutturali e per lo sblocco dei fondi pubblici necessari alla piena ricostruzione e al rilancio del territorio.