Il boom di concessioni demaniali alle Egadi, interviene Fdi
Una corsa alle concessioni, nel cuore di una delle aree più delicate del Mediterraneo. Oltre 300 richieste depositate, istruttorie ferme e il rischio concreto che tutto passi in automatico. È l’allarme lanciato dal circolo “La Frontiera” di Fratelli d’Italia delle Egadi, che, sulla scia di quanto fatto, dalle sponde dell'opposizione, dalla deputata regionale Cristina Ciminnisi, chiama in causa direttamente la Regione Siciliana.
La preoccupazione è semplice, ma pesante: senza risposte formali da parte degli uffici, potrebbe attivarsi il meccanismo del silenzio-assenso. E in un territorio come quello delle Egadi, questo non è un dettaglio burocratico.
La segnalazione all’assessore Savarino
La nota è indirizzata all’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Giuseppina Savarino. Il circolo politico segnala una situazione che definisce “di forte preoccupazione per il futuro ambientale e paesaggistico” dell’arcipelago.
Secondo quanto riportato, le richieste di concessione demaniale marittima sarebbero già centinaia, ma senza che si registrino “adeguate valutazioni o pronunciamenti formali” da parte degli uffici competenti.
Ed è qui che si apre il nodo: in assenza di risposte, il silenzio-assenso rischia di trasformarsi in un via libera implicito.
Un’area protetta sotto pressione
Il tema non è solo amministrativo. Le isole interessate ricadono nell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, una delle più estese d’Europa, riconosciuta per l’elevato valore naturalistico e per gli equilibri ambientali particolarmente fragili.
È proprio questo il punto su cui insiste la segnalazione: autorizzazioni automatiche, senza istruttorie approfondite, potrebbero compromettere un ecosistema già delicato.
I rischi del silenzio-assenso
Il meccanismo del silenzio-assenso, pensato per semplificare i procedimenti amministrativi, in questo caso rischia di produrre effetti opposti.
Secondo il circolo, il pericolo è che interventi potenzialmente impattanti vengano autorizzati senza una reale verifica di compatibilità ambientale. Una dinamica che potrebbe aprire la strada a iniziative speculative, difficili poi da fermare.
La richiesta: fermarsi e valutare
Tre le richieste avanzate alla Regione:
valutazioni puntuali e trasparenti su tutte le istanze presentate
stop agli automatismi legati al silenzio-assenso in un contesto vincolato
tutela rigorosa del territorio rispetto a interventi non compatibili
L’obiettivo dichiarato è trovare un equilibrio tra sviluppo e salvaguardia, evitando che la pressione delle richieste trasformi radicalmente il volto delle Egadi.
Un equilibrio fragile
Dietro la segnalazione c’è una questione più ampia: quanto può reggere un territorio come quello delle Egadi davanti a una mole così elevata di richieste?
La risposta, al momento, è sospesa tra uffici regionali e scelte politiche. Ma il tempo, in questi casi, non è neutrale. Perché quando decide il silenzio, spesso il risultato è irreversibile.
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