San Vito Lo Capo, un gruppo di residenti rompe il silenzio: “Sì al piano del Comune"
Un gruppo di cittadini di Castelluzzo, Macari e San Vito Lo Capo prende ufficialmente posizione a favore del progetto dell’amministrazione comunale sulla regolamentazione di Baia Santa Margherita. A parlare è Domenico Lo Cascio, portavoce del comitato spontaneo, che interviene per chiarire la posizione dei firmatari e replicare alle polemiche delle ultime settimane.
«Non si tratta di cementificazione né di trasformare la baia in un luna park – afferma Lo Cascio – ma di mettere ordine in un’area che da anni vive una pressione turistica evidente e che ha bisogno di regole chiare e servizi adeguati, nel pieno rispetto dell’ambiente».
Il progetto, presentato dal Comune alla Regione e valutato nell’ambito della procedura legata ai siti della rete Natura 2000, viene considerato dal gruppo uno strumento di pianificazione equilibrata e sostenibile. Secondo i cittadini favorevoli, l’obiettivo non è alterare il paesaggio, ma regolamentare e rendere più funzionali aree già esistenti, introducendo servizi a basso impatto ambientale.
«Dopo oltre vent’anni di tentativi spesso incompiuti – prosegue Lo Cascio – riteniamo sia arrivato il momento di una regolamentazione organica. Baia Santa Margherita non può continuare a essere gestita in modo emergenziale. Servono strumenti chiari che garantiscano tutela e fruizione ordinata».
Nel dettaglio, il gruppo sottolinea come il piano preveda la gestione delle aree di parcheggio già presenti, il mantenimento del servizio gratuito di trasporto turistico con i trenini e l’organizzazione delle aree attrezzate lungo la fascia costiera. A questi si aggiungerebbero servizi complementari leggeri, come noleggio di canoe e biciclette, punti di ristoro e servizi igienici, tutti concepiti – secondo i firmatari – nel rispetto delle peculiarità ambientali e paesaggistiche del luogo.
Uno dei punti più discussi riguarda il cosiddetto Teatro Effimero. Anche su questo il portavoce interviene: «La parola effimero ha un significato preciso. Parliamo di una struttura minima, amovibile e a bassissimo impatto, pensata per ospitare eventi culturali senza incidere in modo permanente sul territorio. Non è un’opera invasiva, ma un’idea di valorizzazione culturale compatibile con il contesto naturale».
Per il gruppo, Castelluzzo e Macari non possono continuare a essere considerate realtà marginali rispetto a San Vito Lo Capo. La regolamentazione della baia viene vista anche come un’occasione per distribuire in modo più equilibrato i flussi turistici, riducendo la pressione che ogni estate si concentra sul centro cittadino.
«Tutela ambientale e sviluppo non sono obiettivi contrapposti – conclude Lo Cascio – possono e devono procedere insieme. Crediamo che questo progetto rappresenti un punto di equilibrio tra protezione del paesaggio e necessità di offrire servizi adeguati».
Il comitato annuncia infine la volontà di promuovere momenti pubblici di confronto per spiegare i contenuti del progetto e favorire una discussione basata sui documenti ufficiali, nella convinzione che una regolamentazione chiara possa garantire sia la salvaguardia della baia sia una gestione più ordinata e sostenibile del turismo lungo tutta la costa.
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