Referendum sulla riforma della giustizia: nasce a Trapani il Comitato per il Sì
Si struttura anche in provincia di Trapani il fronte a sostegno della riforma della giustizia. È stato ufficialmente costituito il Comitato Sì Riforma, in vista del referendum in programma domenica 22 e lunedì 23 marzo.
Alla presidenza è stato nominato l’avvocato Michele Guitta. Fanno parte del gruppo promotore Valerio Valenti, (giudice del Consiglio di Stato), Bartolo Giglio (presidente dell’associazione Alphaomega), Mario Parrinello (segretario provinciale UGL), e Livio Marrocco (presidente della Fondazione Nova Civitas).
Una riforma in tre punti
Secondo i promotori, l’intervento punta a dare piena attuazione al principio costituzionale del giudice terzo e imparziale, rafforzando l’equilibrio del sistema giudiziario. Tre i cardini della riforma.
Il primo riguarda la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, con percorsi professionali distinti fin dall’accesso in magistratura e concorsi separati.
Il secondo punto interviene sul Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), organo costituzionale che incide sulla progressione in carriera dei magistrati. In coerenza con la separazione delle carriere, verrebbero istituiti due distinti CSM – uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri – entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica. La riforma prevede inoltre il ricorso al sorteggio per l’individuazione dei componenti, con l’obiettivo dichiarato di ridurre il peso delle correnti interne.
Infine, è prevista l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare che sostituirebbe il CSM nella valutazione degli illeciti disciplinari dei magistrati, introducendo un doppio grado di giudizio e una composizione pensata per garantire imparzialità.
L’intervento di Marco Siragusa
A sostegno del Sì interviene anche Marco Siragusa, ex presidente della Camera penale di Trapani, convinto che la riforma rappresenti uno strumento salvifico per la magistratura nel suo insieme e per i cittadini, poiché le nuove norme – spiega – metteranno fine, o quanto meno porranno un freno, all’influenza poco democratica delle correnti sulle nomine dei magistrati.
Secondo Siragusa, è necessario un intervento riformatore intanto perché si attuerebbe la Costituzione repubblicana, nella specie il principio scritto nell’articolo 111, come modificato nel 1999 con una maggioranza dei due terzi: la norma esige che il processo si svolga nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità e davanti al giudice terzo e imparziale, in ossequio al principio del giusto processo o, se vogliamo, dell’equo processo, secondo quanto recita la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
L’ex presidente della Camera penale sottolinea inoltre un aspetto storico-normativo: infatti ancora oggi è in vigore la legge sull’ordinamento giudiziario del Ministro Grandi, cioè le norme fasciste, evidenziando la necessità di un aggiornamento complessivo dell’assetto ordinamentale.
Entra nel vivo la campagna referendaria
“Vogliamo contribuire a un dibattito serio, basato sui contenuti. Informarsi è il primo passo per scegliere consapevolmente”, spiegano i promotori del comitato, ribadendo come il referendum rappresenti uno strumento di partecipazione diretta dei cittadini.
Il primo appuntamento pubblico è fissato per il 21 febbraio. Con la costituzione del comitato, entra nel vivo la campagna referendaria sul territorio trapanese. Il conto alla rovescia verso il voto è ufficialmente iniziato.
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