Entra nel vivo il processo per omicidio colposo per 12 medici di Castelvetrano
Avviato nel marzo 2024 con alcune eccezioni preliminari difensive, è finalmente decollato, in Tribunale, a Marsala, il processo che per omicidio colposo in concorso vede imputati dodici medici che all’epoca dei fatti (giugno 2019) erano in servizio all’Ospedale di Castelvetrano.
Il caso è quello relativo alla morte dell’insegnante salemitano Francesco Carbonello. Imputati sono i medici Antonino Lo Sciuto, Angelo Maria Patti, Amedeo Musiari Brunone, Carmelo De Bilio, Giuseppe Gioia, Gaetano Furgiuele, Antonio Tavormina, Paola Acquaro, Alessandro Traficante, Alberto Allotta, Domenico Vitale e Maurizio Di Piazza.
Parti civili sono un fratello e tre sorelle dell’insegnante, deceduto, all’età di 54 anni, il 19 giugno 2019.
Ad assistere tre di loro è l’avvocato Francesco Salvo, l’altro invece il collega Marco Romanelli.
Questi i fatti: a fine maggio 2019, Carbonello venne ricoverato nel reparto di medicina dell’ospedale di Castelvetrano per un attacco di colite acuta. Ma dopo oltre 10 giorni di ricovero le sue condizioni non accennavano a migliorare. Per questo, fu trasferito nel reparto di chirurgia dello stesso nosocomio, dove venne sottoposto a due interventi chirurgici. Ma dopo il secondo, vi fu il decesso. I familiari ebbero subito alcuni sospetti sulla morte del proprio congiunto e per questo sporsero la denuncia-querela contro ignoti da cui è scaturito il procedimento penale. La Procura di Marsala dispose l’autopsia, dalla quale sarebbero emerse responsabilità a carico dei medici per i quali è stato disposto il processo. Adesso, a distanza di quasi due anni dall’avvio, il processo è entrato nel vivo con la deposizione di Salvatore Carbonello, uno dei quattro fratelli della vittima, parte civile con l’assistenza dell’avvocato Francesco Salvo. Il teste ha descritto le varie fasi del ricovero del fratello e secondo la sua ricostruzione i sanitari coinvolti avrebbero trascurato il caso, aggiungendo che non vi fu alcun miglioramento delle condizioni di salute, anzi un continuo decadimento psico-fisico. Infine, i due interventi chirurgici, eseguiti il 16 e 17 giugno, risultati inutili. Su richiesta del pubblico ministero, Sara Varazi, e del difensore delle parti civili, il processo ha avuto una accelerazione e il giudice Maniscalchi ha già fissato le prossime due udienze per sentire gli altri testimoni. A questo punto, fondamentali saranno le dichiarazioni del collegio dei consulenti nominati dalla Procura di Marsala, che ha già eseguito l’autopsia con il coordinamento del professor Paolo Procaccianti dell’Università di Palermo.
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