Nuovo stop al Ponte sullo Stretto: niente fondi per il 2026, l'opera slitta ancora
Il Ponte sullo Stretto resta al centro dell’agenda del Governo, ma il percorso verso la realizzazione rallenta. Con il nuovo Decreto Infrastrutture, approvato dal Consiglio dei Ministri, l’esecutivo ha deciso di archiviare le scorciatoie procedurali e di riallineare l’intero progetto alle prescrizioni della Corte dei Conti. Una scelta che mette al riparo da nuovi stop giudiziari, ma che comporta uno slittamento ufficiale dell’avvio dei lavori di almeno due anni.
Il cambio di passo passa da una nuova “roadmap” fondata su tre direttrici principali: costi, ambiente e rapporto con l’Unione Europea. Al centro c’è la revisione del piano economico-finanziario: la Società Stretto di Messina dovrà aggiornare il quadro dei costi, superando definitivamente l’ipotesi del project financing per puntare su un finanziamento interamente pubblico.
Altro nodo cruciale è quello ambientale. Il Governo prevede nuovi studi di impatto e la necessità di una delibera Iropi, che ridefinisca il Ponte come opera di interesse prioritario e irrinunciabile. Un passaggio considerato indispensabile per rafforzare la tenuta giuridica del progetto.
Infine, il confronto con Bruxelles. L’accordo con l’Unione Europea sarà decisivo per validare la sostenibilità complessiva dei trasporti e per chiarire il futuro sistema dei pedaggi, altro tema sensibile che potrebbe incidere sull’equilibrio economico dell’opera.
Il rinvio ha già effetti concreti sui conti pubblici. I 780 milioni di euro inizialmente stanziati per il 2026 sono stati spostati su altre voci di spesa. Le risorse torneranno sul Ponte solo più avanti: 320 milioni nel 2032 e 460 milioni nel 2033.
Ridimensionato anche il ruolo del Commissario straordinario, che non avrà più la gestione complessiva del progetto, ma sarà chiamato a occuparsi esclusivamente delle opere ferroviarie propedeutiche. Il Ponte, dunque, non si ferma, ma procede con passo più lento e cauto, nel tentativo di evitare nuovi inciampi lungo una strada già segnata da rinvii e polemiche.
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