Agricoltura, Sicilia quarta in Italia ma lontana dai modelli europei
La Sicilia è la quarta regione agricola d’Italia per valore della produzione, ma resta lontana dai modelli europei più forti, soprattutto sull’ortofrutta. È questo il dato chiave che emerge dai numeri diffusi da Eurostat, che fotografano l’andamento dell’agricoltura europea nel 2023.
Sicilia quarta in Italia, ma il gap resta
Con 6,4 miliardi di euro di valore complessivo della produzione agricola, la Sicilia si piazza al quarto posto a livello nazionale, dietro Lombardia (9,8 miliardi), Veneto (8,5) ed Emilia-Romagna (7,5). Subito dopo arrivano Puglia (4,9 miliardi), Piemonte (4,5) e Campania (4,2).
Un risultato che conferma il peso dell’agricoltura siciliana, ma che evidenzia anche una distanza significativa dalle regioni più strutturate del Nord.
Il confronto europeo
Nel panorama Ue, il divario è ancora più netto. La regione leader è l’Andalusia, in Spagna, con 16 miliardi di euro di produzione agricola annua: la più alta in assoluto in Europa. Seguono la Bretagna in Francia (11 miliardi), poi Weser-Ems in Germania e la Lombardia (9,8 miliardi ciascuna), quindi i Paesi della Loira (9,3).
Solo cinque regioni europee superano la soglia dei 9 miliardi, su un totale Ue che nel 2023 ha raggiunto 537 miliardi di euro.
Ortofrutta, il vero motore (che in Sicilia pesa poco)
A livello europeo, il comparto più rilevante è quello degli ortaggi e prodotti orticoli, con 71,5 miliardi di euro di valore nel 2023, pari al 13,3% dell’intera produzione agricola Ue.
Ancora una volta guida l’Andalusia (5,2 miliardi), seguita da Zuid-Holland nei Paesi Bassi (5 miliardi). In Italia spiccano Puglia e Campania, entrambe a 1,8 miliardi di euro.
La Sicilia, però, resta indietro: l’ortofrutta rappresenta solo il 22% del valore agricolo regionale. Un dato lontano dalle aree più specializzate d’Europa, dove questa quota supera spesso il 40 o addirittura il 50%.
Il nodo strutturale
I numeri raccontano una Sicilia agricola importante per volumi e valore complessivo, ma meno competitiva nei comparti a maggiore redditività.
Senza filiere più organizzate, infrastrutture efficienti e una strategia chiara sull’ortofrutta, l’Isola rischia di restare forte sulla carta, ma marginale nei segmenti che oggi trainano davvero l’agricoltura europea.
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