Ci sarà un nuovo processo per l’ex pm Maria Angioni
Il caso non è chiuso. Ci sarà un nuovo processo per l’ex pm Maria Angioni condannata, in primo grado, a 4 mesi di reclusione dal Tribunale di Marsala per diffamazione di un poliziotto, con sentenza poi annullata, lo scorso 25 giugno, dalla Cassazione su ricorso della difesa. Avendo, infatti, la Suprema Corte disposto la trasmissione degli atti, per competenza territoriale, alla procura della repubblica di Monza, questa adesso ha citato a giudizio, per la stessa vicenda, la Angioni davanti al tribunale brianzolo. Le dichiarazioni che l’ispettore di polizia Vincenzo Tumbiolo ha ritenuto diffamatorie nei suoi confronti sono state, infatti, messe in onda, il 27 maggio 2021, da “Canale 5” (programma “Mattino 5”), che ha i suoi studi a Cologno Monzese (Monza Brianza).
La prima udienza è stata fissata per il 16 giugno 2026 davanti al giudice monocratico del tribunale di Monza. Maria Angioni, quando era sostituto procuratore a Marsala, dal settembre 2004 al luglio 2005 coordinò le indagini sul sequestro della piccola Denise Pipitone, scomparsa a Mazara del Vallo (Trapani) il primo settembre 2004, quando aveva poco meno di quattro anni. E quando, nella primavera del 2021, la Procura di Marsala riaprì per qualche mese l’indagine, la Angioni, difesa dagli avvocati Stefano Giordano e Giovanbattista Lauricella, intervistata da Canale 5, aveva sostanzialmente mosso delle critiche all’operato della polizia impegnata nelle indagini condotte subito dopo la scomparsa della bambina e in particolare aveva accusato Tumbiolo e altri suoi colleghi di aver commesso errori e omissioni, citando come esempio una perquisizione nell’abitazione di Anna Corona che sarebbe stata effettuata in un appartamento sbagliato, seppur della stessa palazzina dove abitava la donna, madre di Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise, poi processata e assolta con sentenza definitiva dall’accusa di concorso in sequestro di minore. Tumbiolo, però, non aveva partecipato a quella perquisizione poiché, al momento dell’operazione, era sospeso dal servizio. Una circostanza che Maria Angioni, ha sottolineato l’accusa, avrebbe dovuto conoscere, essendo stata lei stessa a coordinare l’indagine che aveva portato alla sospensione dell’ispettore, il quale era stato processato e successivamente assolto. Nel processo svoltosi a Marsala, l’ex pm ha poi chiesto scusa a Tumbiolo per le dichiarazioni rilasciate. Tuttavia, ciò non fu sufficiente ad evitargli la condanna per diffamazione. Il 10 dicembre 2024, il giudice, oltre ad infliggerle quattro mesi di reclusione, la condannò anche al pagamento delle spese processuali e a una provvisionale di tremila euro in favore dell’ex ispettore di polizia Vincenzo Tumbiolo, parte civile nel procedimento con l’assistenza dell’avvocato Giuseppe De Luca, del foro di Trapani.
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