Annullata l'interdittiva antimafia ad un'impresa di Erice
Il TAR Palermo ha annullato un’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Trapani nei confronti di una ditta di Erice che opera nella vendita di prodotti per l’igiene e la pulizia della casa. Il provvedimento era stato contestato dal titolare dell’azienda, assistito dagli avvocati Girolamo Rubino e Rosario De Marco Capizzi.
La vicenda
La Prefettura aveva preannunciato l’interdittiva lo scorso 3 aprile, ritenendo l’impresa esposta al rischio di infiltrazioni mafiose a causa della condanna del coniuge del titolare per associazione mafiosa e trasferimento fraudolento di valori.
La ditta aveva replicato che la sola condanna del familiare non fosse sufficiente a giustificare un provvedimento così grave, anche alla luce delle dimensioni ridotte dell’attività, ritenuta strutturalmente incapace di agevolare operazioni criminali.
Nonostante le osservazioni, la Prefettura aveva comunque firmato l’interdittiva, motivandola però su elementi diversi da quelli comunicati all’avvio del procedimento: in particolare, sui presunti legami parentali del titolare con soggetti considerati vicini ad ambienti mafiosi.
Il ricorso e la decisione del TAR
Il titolare ha quindi impugnato l’interdittiva davanti al TAR Palermo, sostenendo – tramite i propri legali – che la Prefettura avesse violato l’articolo 92 del Codice Antimafia, che impone di comunicare in modo completo e puntuale tutti gli elementi alla base del provvedimento, per garantire un reale contraddittorio.
Secondo la difesa, alla ditta era stato notificato un unico elemento, mentre l’interdittiva definitiva si basava su un quadro indiziario completamente diverso, impedendo così un confronto effettivo e trasparente.
Il TAR ha accolto le tesi degli avvocati, riconoscendo la violazione della normativa sul contraddittorio e disponendo – già in fase cautelare – l’annullamento dell’interdittiva antimafia.
Le indagini amministrative e gli accertamenti sulla posizione dell’impresa proseguiranno nei canali ordinari.
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