Pantelleria, evacuate 775 persone: disinnescata e fatta brillare una bomba. Il video
Paura ma anche grande efficienza a Pantelleria, dove è stata portata a termine con successo una complessa operazione di bonifica per la rimozione e distruzione di una bomba d’aereo da 1000 libbre (circa 450 chili) risalente alla Seconda guerra mondiale.
L’ordigno, di fabbricazione americana, era stato rinvenuto durante lavori di scavo in località Arenella, a ridosso del centro abitato. Per garantire la sicurezza della popolazione, il sindaco Fabrizio D’Ancona ha disposto l’evacuazione di 775 persone appartenenti a 350 famiglie nel raggio di circa 700 metri dal punto del ritrovamento.
Cinque cittadini con disabilità sono stati assistiti e trasferiti all’ospedale Bernardo Nagar, mentre altri residenti hanno trovato temporaneo rifugio presso l’aeroporto civile, la scuola superiore di via Santa Chiara e l’oratorio di piazza Cavour. L’operazione è stata coordinata dalla Prefettura di Trapani con la collaborazione del Comune, delle forze dell’ordine, della protezione civile e dei vigili del fuoco.
La bomba, che presentava due spolette inesplose, è stata messa in sicurezza dagli artificieri del 4° Reggimento Genio Guastatori dell’Esercito, i quali hanno utilizzato un robot per svitare i dispositivi e neutralizzare il rischio di esplosione. Successivamente, l’ordigno è stato trasportato fino al porto, imbarcato su una motovedetta della Capitaneria di Porto e consegnato ai palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) della Marina Militare di Augusta, che lo hanno fatto brillare in mare, dopo avere allontanato i pesci con speciali strumenti acustici.
“Esercito e Marina collaborano spesso in attività di bonifica congiunte – si legge nel comunicato ufficiale – unendo le proprie competenze per garantire la sicurezza della collettività”.
Pantelleria, durante il secondo conflitto mondiale, fu pesantemente bombardata per settimane dagli Alleati e ancora oggi custodisce, sotto terra, numerosi ordigni inesplosi. Negli anni Sessanta e Settanta diverse bombe furono ritrovate in località Gadir e Rekale, con tragici incidenti.
Quella di oggi invece, è una storia a lieto fine: grazie a un intervento rapido e coordinato, l’isola è tornata sicura.
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