Pantelleria, sanità in emergenza: da mesi sospese colonscopie e gastroscopie
a mesi a Pantelleria non è più possibile effettuare colonscopie e gastroscopie. Un’assenza che pesa come un macigno sulla vita dei cittadini dell’isola, costretti a recarsi sulla terraferma per eseguire esami fondamentali per la prevenzione e la diagnosi precoce di gravi malattie.
A denunciare pubblicamente la situazione è l’assessora comunale alla Salute Adele Pineda, che ha inviato una lettera formale — indirizzata alla commissaria dell’Asp di Trapani Sabrina Pulvirenti, all’assessora regionale alla Sanità Daniela Faraoni e al direttore del Distretto sanitario di Pantelleria Luca Fazio — nella quale chiede spiegazioni e interventi immediati.
«Da mesi non è più possibile effettuare né una colonscopia né una gastroscopia — scrive Pineda —. Questo costringe chi vive sull’isola ad affrontare viaggi costosi e faticosi per sottoporsi a esami che possono salvare la vita. Chi non riesce a farli per tempo rischia di scoprire tardi una malattia, con conseguenze potenzialmente fatali».
L’assessora ricorda come il blocco del servizio sia iniziato a seguito dei lavori di manutenzione straordinaria nei locali destinati all’ambulatorio di endoscopia digestiva. «Ma è possibile — si chiede — che in tutto l’ospedale non sia stato individuato uno spazio alternativo per garantire la continuità del servizio?».
Secondo quanto dichiarato dall’Asp di Trapani a inizio settembre, le prestazioni sarebbero dovute riprendere nella prima settimana del mese, ma ancora oggi il CUP non accetta prenotazioni per colonscopie e gastroscopie.
Nella sua lettera, Pineda richiama anche la vicenda della professoressa Maria Cristina Gallo, la docente mazarese che denunciò i ritardi negli esami istologici e che oggi non c’è più:
«È triste e provoca rabbia constatare che quanto è accaduto non ha insegnato nulla. Ripetiamo lo stesso errore: sospendere un servizio essenziale per salvare vite».
L’assessora aveva già segnalato il problema all’Asp con una PEC del 21 agosto, rimasta senza risposta. Ora, con il sostegno dell’amministrazione comunale, ha deciso di rendere pubblica la sua denuncia:
«Ritengo che quanto sta accadendo denoti una superficialità che non trova giustificazioni. Quando si parla di salute e di vite umane, il tempo è fondamentale. Bisogna intervenire subito».
E conclude con un appello diretto alle istituzioni sanitarie:
«Il nostro ospedale può contare sull’abnegazione e la professionalità del personale, ma ci sono situazioni in cui l’intervento risolutivo deve arrivare dall’alto. Mi auguro che la mia segnalazione serva a interrompere l’assordante silenzio delle istituzioni».
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