Antonini al Comune di Trapani: “Ultimatum di tre giorni, poi mi rivolgo alla Procura”
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La vicenda del Palashark si accende ancora di più con un nuovo durissimo affondo di Valerio Antonini, presidente della Trapani Shark e del Trapani Calcio. In un lungo post sui social, dopo essere sbarcato anche su facebook, l’imprenditore romano ha rilanciato la sua linea: la convenzione stipulata con il Comune di Trapani resta valida nonostante la trasformazione della società in Srl, e per questo non può essere dichiarata decaduta.
Antonini cita sentenze del Consiglio di Stato e pareri dell’ANAC per sostenere che il passaggio da SSD a Srl non cambia la titolarità dei rapporti contrattuali. Da qui l’accusa al sindaco Giacomo Tranchida, all’assessore Emanuele Barbara e al dirigente Orazio Amenta di voler “forzare la mano” su una concessione che, a suo dire, resta pienamente legittima.
La parte più dura è l’ultimatum: Antonini dà tre giorni di tempo all’amministrazione per riconoscere pubblicamente la validità della convenzione e fornire dati certi sulle bollette contestate. In caso contrario, annuncia di presentarsi in Procura con un pacchetto di denunce civili e penali, oltre a chiedere un risarcimento milionario.
Il presidente avverte anche che, se la situazione non si sbloccherà, firmerà un contratto con un altro Comune per far giocare la squadra altrove, almeno fino a quando Tranchida resterà sindaco. Una minaccia che, se concretizzata, avrebbe un impatto diretto sulla città e sui 3.500 tifosi abbonati.
Al centro restano i nodi irrisolti: l’impianto di climatizzazione mai installato, le bollette della luce ritenute gonfiate, gli investimenti dichiarati dalla società (2,6 milioni di euro) e la gestione di un bene pubblico diventato terreno di scontro politico e giudiziario.
Ecco il passaggio più netto del comunicato di Antonini:
«Avete tre giorni da oggi per emanare un documento ufficiale di scuse pubbliche in cui confermate la validità della concessione ed indicate l’ammontare esatto della bolletta della luce. La mattina del quarto giorno mi presenterò personalmente presso la Procura della Repubblica di Trapani con una lista di denunce civili e penali da far venire la pelle d’oca e firmerò con un Comune diverso da Trapani un nuovo contratto per far giocare lì la squadra».
Un vero e proprio braccio di ferro che rischia di trasformarsi presto in una battaglia legale e istituzionale.
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