Rete ospedaliera, De Luca (M5S): “La commissione Salute ascolti tutte le parti in causa"
“Correre porta solo disastri, specie se c’è in gioco una posta importantissima qual è la rete ospedaliera siciliana e quindi la salute dei cittadini.” È questo il monito lanciato dal capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana, Antonio De Luca, che invita la commissione Salute dell’Ars a procedere con cautela e responsabilità nell’esprimere il parere sul nuovo piano di riordino della rete ospedaliera regionale.
“È fondamentale – prosegue De Luca – che, prima di prendere qualsiasi decisione, la commissione acquisisca tutte le informazioni necessarie e ascolti ogni voce in campo, a cominciare da quella del presidente dell’Anci Sicilia, Paolo Amenta. Amenta ha avanzato richiesta formale di audizione sia alla commissione Salute che all’Assessorato alla Sanità, ma, a quanto risulta, finora senza ottenere risposta. Un silenzio inaccettabile.”
Il capogruppo pentastellato sottolinea inoltre come i segnali di allarme lanciati dai territori non possano essere ignorati: “Ogni giorno – dichiara – riceviamo grida d’allarme dai sindaci di tutta la Sicilia. È il segnale evidente che il piano ha bisogno di profonde revisioni. Le conferenze coi sindaci promosse dall’assessorato sono sicuramente un passaggio positivo, ma non si comprende perché si debba escludere un organismo di rappresentanza come l’Anci. Rifiutare l’audizione al suo presidente sarebbe un grave sgarbo istituzionale”.
Secondo De Luca, l’approccio corretto deve essere improntato al confronto e alla trasparenza: “La commissione Salute ha non solo il diritto, ma anche il dovere, di ascoltare chi chiede legittimamente di essere audito: sindaci, sindacati, ordini professionali, comitati civici, direttori generali, personale medico e sanitario. Solo così potremo formulare un parere che sia realmente fondato sulle esigenze del territorio”.
Il parlamentare del M5S ricorda infine che, per legge, la commissione ha 45 giorni di tempo per esprimersi dalla ricezione della versione definitiva del piano: “Un tempo stabilito proprio per consentire un esame approfondito e la massima partecipazione. Sprecarlo, o peggio ignorarlo, sarebbe un errore imperdonabile”.
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