Sanità: la Sicilia non presenta il piano per le cure palliative
Anche per le cure palliative c’è un Paese che corre a due velocità, è quanto emerge dal rapporto AGENAS 2024. Solo 5 regioni, Calabria, Campania, Piemonte, Sicilia e Valle d’Aosta, non hanno trasmesso il piano richiesto. Calabria e Campania inoltre risultano inadempienti anche per l’anno precedente. Più virtuose sono le regioni come Liguria, Toscana, Trento e Bolzano e Veneto che hanno piani completi ed esaustivi.
Regioni come Puglia, Sardegna, Marche, Umbria e Molise risultano focalizzate solo su aspetti parziali. La copertura nazionale è frammentata, dal rapporto emerge che molte regioni sono lontane dal rispetto degli standard previsti dal DM 77/2022 e dalla legge di Bilancio 2023. Le criticità più diffuse riguardano: assenza o incompletezza della rete pediatrica; mancata definizione dei costi; carenze nei sistemi informativi e di monitoraggio e scarsa integrazione con cure primarie e medicina generale.
In generale, per quanto riguarda lo stato di avanzamento dei piani la pianificazione, l’identificazione dei bisogni è soddisfatta nel 50% dei casi, poco più del 30% ha una buona definizione delle risorse. Le altre voci, come analisi delle criticità, costi e interventi ed azioni di miglioramento non superano l’asticella del 20%.
La Sicilia
C’è molto poco da scrivere, la trasmissione del Piano di potenziamento delle Cure Palliative la Sicilia non lo ha manco trasmesso. sull’Isola c’è ad esempio un solo hospice pediatrico, a fronte di circa mille casi l’anno. I posti disponibili sono cinque posti letto, a Catania. A sollevare la questione è Giorgio Trizzino, già parlamentare del M5S, medico fondatore della Samot, Società per l’Assistenza al Malato Oncologico Terminale: "Nel 2015 da presidente della Commissione Sanità, avevo fatto approvare la norma che prevedeva due hospice pediatrici: uno a Catania, uno a Palermo. Quello di Catania è stato realizzato, il nostro(Palermo,ndr) no. Eppure c’era scritto nero su bianco che sarebbe dovuto sorgere all’Ospedale dei Bambini “G. Di Cristina”. E oggi, mentre il tempo passa, centinaia di piccoli pazienti vengono ricoverati in reparti inappropriati, senza un supporto specifico”.
Famiglie che non sanno come affrontare la malattia e a chi chiedere aiuto: “In Sicilia mancano i presupposti minimi per costruire una rete. Non è stata nemmeno recepita la norma nazionale del 2015 che definisce requisiti e standard per la rete pediatrica di cure palliative. È come se non volessimo vedere questi bambini, come se girassimo la faccia dall’altra parte. Ma il dolore non scompare ignorandolo”. Per Trizzino c’è una soluzione: “Basterebbero quattro posti letto, subito. Possiamo ricavarli in uno degli ospedali esistenti, per esempio all’Ospedale dei Bambini. Quando sarà pronto il polo pediatrico li trasferiremo lì. Ma i bambini non possono aspettare sette anni. Serve agire ora. Chiediamo l’istituzione immediata di una task force interaziendale, con il coinvolgimento delle aziende sanitarie e del terzo settore, per aprire entro un anno l’hospice pediatrico. In Italia ce ne sono sette: Padova, Genova, Firenze, Roma, Trieste… la Sicilia non può continuare a restare indietro”.
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