Bankitalia, economia siciliana in crescita ma restano i nodi strutturali
Segnali di ripresa nell'economia siciliana.
Secondo l’ultimo rapporto della Banca d’Italia sull’economia della Sicilia, l’Isola registra nel 2024 una crescita del Pil pari al +1,3% – quasi il doppio della media nazionale – e un incremento dell’occupazione del 4,6%. Dati positivi, che tuttavia si inseriscono in un contesto ancora segnato da fragilità e profonde disuguaglianze territoriali.
Il presidente della Regione Renato Schifani ha commentato i risultati parlando di una ripresa “concreta e solida”, trainata principalmente dai settori del turismo, dei servizi e dell’edilizia. Migliorano anche le entrate tributarie regionali (+14,9%) e il numero di occupati in professioni a maggiore specializzazione. Secondo Schifani, “la Sicilia è sulla strada giusta”, ma la stessa relazione di Bankitalia evidenzia la persistenza di criticità strutturali: in particolare nel comparto agricolo, colpito dalla siccità, e nell’occupazione giovanile, che continua a restare molto più bassa rispetto alla media nazionale.
A sostenere la lettura del governo regionale anche gli assessori Edy Tamajo (Attività produttive) e Alessandro Dagnino (Economia). Il primo ha definito i dati “incoraggianti”, attribuendoli al lavoro “silenzioso e concreto” dell’amministrazione. Il secondo ha messo l’accento sulla crescita delle entrate e sul miglioramento dei saldi di finanza pubblica, sottolineando però la necessità di politiche stabili in un contesto internazionale instabile.
Tra i settori che hanno contribuito alla dinamica positiva del 2024 ci sono il turismo – con un aumento delle presenze del 5,1%, grazie soprattutto ai flussi internazionali – e il traffico aereo, cresciuto del 10,3%. Nonostante ciò, la Sicilia continua a scontare ritardi cronici in infrastrutture, innovazione e servizi pubblici, in particolare nel Mezzogiorno interno.
Il governo regionale ha annunciato misure per rafforzare il tessuto imprenditoriale e sostenere le start-up, oltre a un piano per fronteggiare la crisi idrica e ridare slancio all’agricoltura.
Ma tra le righe dello stesso report di Bankitalia si legge che la ripresa non è omogenea, né pienamente consolidata. Il rischio, come spesso accaduto in passato, è che la Sicilia resti appesa a una crescita congiunturale senza trasformarla in sviluppo strutturale.
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