In tre giorni in Sicilia la pioggia di un mese
In tre giorni è caduta sulla Sicilia l'acqua di un intero mese. Piogge intense, violente e distribuite in modo irregolare, che da un lato hanno causato allagamenti, danni e disagi, e dall’altro hanno portato una boccata d’ossigeno per l’agricoltura, in una regione ancora in piena emergenza siccità.
Secondo i dati del Servizio agrometeorologico della Sicilia orientale, gli accumuli sono stati notevoli:
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91 mm a Calascibetta,
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82 mm nel Catanese,
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77 mm nella zona dei Nebrodi,
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75 mm al confine tra le province di Agrigento e Palermo.
Ma la media regionale resta di circa 20 mm, per via di una distribuzione molto disomogenea.
“Benefici per l’agricoltura, meno per gli invasi”
«Le piogge sono iniziate il 17 giugno – spiega al Giornale di Sicilia Luigi Pasotti, dirigente del servizio agrometeorologico –. I benefici sono localmente consistenti, soprattutto per le colture, ma solo indiretti per le riserve idriche. Non si tratta di precipitazioni in grado di modificare significativamente lo stato degli invasi».
La situazione, quindi, resta critica dal punto di vista delle scorte d’acqua, anche se nelle zone colpite l’attività irrigua potrà essere posticipata.
Palermo sotto l’acqua: strade come fiumi e fognature esplose
A Palermo, invece, l’acqua è stata troppa. In via Crispi, all’altezza di piazzetta della Pace, le fognature sono esplose. In molte zone della città, le strade si sono trasformate in veri e propri laghi. In via Dante, un albero è crollato per le raffiche di vento. Un altro si è spezzato finendo su un’auto. Nessun ferito, ma molti danni.
Il sottopasso di via Leonardo da Vinci ha smesso di trasmettere dati corretti all’app “Amap Safe”, a causa di un guasto. L’amministratore unico di Amap, Giovanni Sciortino, ha annunciato l’installazione urgente di doppi sensori per garantire maggiore affidabilità nel monitoraggio. Intanto, il sistema verrà disattivato fino a nuovo ordine.
«Non possiamo affidarci alla tecnologia senza essere pronti agli imprevisti. Serve reattività e responsabilità», ha dichiarato Sciortino al termine di un vertice tecnico.
Le vere cause degli allagamenti: la grande incompiuta
Ma non tutto dipende da caditoie e manutenzioni. Il nodo vero si chiama Collettore Sud Orientale, un’opera ferma da anni, considerata indispensabile per convogliare i reflui urbani e alleggerire il sistema fognario della città.
«Il sistema fognario di corso Re Ruggero è un collo di bottiglia. Riceve le acque piovane da zone ad alta urbanizzazione – come Corso Pisani, piazza Indipendenza e via Basile – ma la linea metropolitana ha creato una barriera fisica. Finché non verranno realizzati tre nuovi pozzi di immissione, continueremo ad allagarci», spiega ancora Sciortino.
L’opera è di competenza del Commissario Straordinario Unico per la Depurazione, ed è stata recentemente riappaltata, ma i tempi di completamento sono ancora incerti.
Intanto, si corre ai ripari
Per la giornata di oggi, in previsione di nuove precipitazioni, Amap ha chiesto alla Protezione Civile e alla Polizia Municipale di presidiare i sottopassi a rischio.
Una misura tampone in attesa di interventi strutturali che, ancora una volta, sembrano rimanere bloccati tra burocrazia e ritardi.
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