Liste d’attesa, la Regione valuta la rimozione dei manager: 200 mila prestazioni in sospeso
L’assessora Daniela Faraoni ha chiamato a Palermo tutti i manager delle ASP siciliane, la questione liste di attesa è abbastanza grave: 200mila, tra prestazioni non eseguite e interventi chirurgici rimandati, sono i siciliani in attesa, molti di questi rinunciano direttamente alle cure.
Il presidente della Regione Renato Schifani non accetta più scuse, nè di essere travolto da altri scandali come quello di Trapani. Ha già chiesto all’assessora Faraoni di valutare i manager nel rispetto della clausola che hanno sottoscritto: decadenza in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi posti dalla Regione sulle liste d’attesa. Il governatore non esclude di intervenire anche in variazioni di bilancio, intanto chi tra i Direttori generali non ha centrato l’obiettivo dovrà assumersi la responsabilità e fare un passo indietro. Verifiche in campo, dunque, e un report dettagliato con i numeri di ogni ASP e i ritardi da fronteggiare verranno resi pubblici propio dall’assessorato regionale. Intanto domenica, 15 giugno, a Palermo, le opposizioni scenderanno in piazza per protestare contro il sistema sanità siciliano. Giuseppe Conte sarà al corteo “sanità X tutti”, la deputata regionale Roberta Schillaci (M5S) evidenzia: “Da quasi cinque mesi l’Asp di Palermo è senza direttore generale, nel silenzio più assoluto del governo regionale che sull’argomento glissa, probabilmente perché il centrodestra non ha trovato l’accordo per questa casella, nella logica della spartizione politica. È inspiegabile come non si sia applicata la legge nazionale (D.Lgs 502/92) che obbliga alla nomina di un commissario, lasciando senza vertice l’Asp che serve complessivamente 1,2 milioni di abitanti, compresi i quasi 7 mila residenti delle Isole Pelagie. La vicenda della mancata nomina del direttore generale è solo la punta di iceberg rispetto ad una sanità regionale sconquassata che sta vedendo impennare anche il numero delle liste di attesa. E su questo tema le false promesse del centrodestra siciliano hanno superato il limite della tolleranza”.
Non parteciperà alla manifestazione Italia Viva che lancia una dura critica alle opposizioni: non possono protestare contro il governo regionale e poi accordarsi per le mancette. I deputati Davide Faraone e Dafne Musolino hanno pronto il dossier sanità, presentato durante la tavola rotonda “Disastro sanità: e Schifani dorme”.
Accordo Stato-Regioni
La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al Dpcm previsto dal Dl Liste d’attesa che definisce nel dettaglio le modalità e le procedure con cui il Ministero della Salute, attraverso l’Organismo di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria, potrà esercitare poteri sostitutivi nei confronti delle Regioni inadempienti riguardo la normativa sul contrasto delle liste d’attesa.
L’esercizio dei poteri sostitutivi è previsto in caso di mancata nomina del Responsabile unico regionale dell’assistenza sanitaria (RUAS) nonché qualora il RUAS o le Regioni non svolgano i compiti, connessi alla problematica delle liste di attesa, loro affidati ai sensi della legge o nei casi di inadempienza parziale o totale degli obiettivi indicati dalla legge.
Cosa fa l’organismo
Viene esercitato il potere sostitutivo da parte dell’Organismo nei casi in cui vi è la mancata nomina del Responsabile unico regionale dell’assistenza sanitaria (RUAS) entro i termini di legge; vi sono inadempienze da parte delle Regioni o dei RUAS nell’attuazione degli obiettivi previsti dal decreto-legge n. 73/2024. In caso di ritardi o mancanze, l’Organismo segnala formalmente la criticità alla Regione interessata e al Ministro della Salute, concedendo un primo termine di 30 giorni per controdedurre. Se le risposte sono assenti o insufficienti, scatta un secondo termine (60 o 90 giorni) per sanare le criticità. Trascorso anche questo periodo senza esito, l’Organismo può adottare direttamente i provvedimenti necessari oppure indicare alla Regione le linee operative da seguire, verificandone l’attuazione. Nel caso il RUAS non venga nominato, sarà l’Organismo a procedere direttamente, individuando nel Direttore regionale della sanità il soggetto idoneo.
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