Valderice in campo contro il fuoco: droni, sensori e volontari all’opera
Innovazione e volontariato in campo a Valderice per proteggere i boschi dagli incendi. Una intera giornata dedicata ad una esercitazione rivoluzionaria della Protezione Civile che ha mescolato volontari, tecnologie all’avanguardia e strategie operative per arginare gli incendi boschivi e d’interfaccia.
L’appuntamento, promosso dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile Sicilia, ha visto 250 volontari divisi tra le province di Trapani e Palermo, coadiuvati da Vigili del Fuoco, Corpo Forestale e startup tecnologiche. Obiettivo: testare in un unico scenario l’integrazione tra mezzi tradizionali e strumenti hi-tech, dalla colonna mobile partita alle 5 del mattino fino all’esercitazione serale.
«Ieri abbiamo vissuto una giornata intensa e molto lunga – racconta Antonio Parrinello, Dirigente Responsabile del Servizio Territoriale di Trapani del DRPC Sicilia –. Siamo partiti alle cinque di mattina con la colonna mobile da Palermo, ospitando venti mezzi e 250 volontari tra Palermo e Trapani. L’esercitazione si è articolata in due fasi ben distinte, pensate per mettere alla prova comunicazione, procedure e rapidità di intervento».
Fase mattutina: addestramento “old-style”
Dalle 9 alle 13, tre scenari tradizionali hanno simulato:
Incendio d’interfaccia in prossimità di un campo sportivo e di una palestra.
Bonifica di linee di fuoco in sentieri scoscesi, percorsi con pickup su strada sterrata.
Gestione della viabilità nei punti di accesso e coordinamento interforze.
Le squadre hanno operato con mezzi terrestri leggeri per valutare tempi di intervento, efficienza radio e gestione logistica. «Questa mattina abbiamo testato le procedure classiche, confrontandoci con Vigili del Fuoco e Forestali per verificare la capacità di comunicazione e il rispetto della catena di comando», spiega Parrinello.
Fase pomeridiana: la rivoluzione tecnologica
Dalle 14:30 in poi è scattato il “Trapani Fire Stop”: un unico scenario high-tech in cui sensori antifumo, telecamere fisse, droni solari e app georeferenziate hanno interagito in tempo reale. I sensori hanno simulato il principio d’incendio, attivando automaticamente la sala operativa che ha inviato alert geolocalizzati ai mezzi sul territorio, senza alcuna telefonata.
«Abbiamo sperimentato un sistema che integra telecamere intelligenti, sensori ambientali e intelligenza artificiale – precisa Parrinello –. Una volta ricevuto l’allarme, ogni mezzo ha potuto localizzare il punto critico via Google Maps premendo un semplice pulsante, riducendo drasticamente i tempi di intervento».
A sottolineare la differenza tra vecchio e nuovo approccio, due piramidi illustrate:
Piramide capovolta (a sinistra): il modello tradizionale, basato su grossi mezzi, aerei e elicotteri, che pone la tecnologia all’apice.
Piramide regolare (a destra): “Trapani Fire Stop”, con la tecnologia (telecamere, sensori, droni, AI) alla base del sistema e, al vertice, i grandi assetti.
«Vogliamo invertire il paradigma: al centro ci sono i mezzi piccoli e veloci e le tecnologie di rilevamento, mentre aerei e elicotteri rimangono un valore aggiunto – spiega Parrinello –. Quando i droni solari e i “nasi” elettronici funzionano, i grossi mezzi restano fermi, segno che l’intero sistema ha adempiuto al suo compito».
Approfondimenti e prospettive future
La sperimentazione di Valderice dimostra anche un forte effetto deterrente: il controllo capillare scoraggia i piromani e consente di cogliere sul nascere il 70% dei focolai, riducendo i danni a boschi e infrastrutture. Grazie alla partnership con una startup torinese, le telecamere sono dotate di algoritmi capaci di riconoscere fumo e fiamme in autonomia, mentre i quad antincendio—dotati di serbatoi da 300 L e liquido ritardante—garantiscono manovrabilità in zone impervie.
Parrinello annuncia che, chiusa la fase sperimentale, il DRPC proporrà alla Regione un piano di dotazione completo, bilanciando costi e benefici: «I mezzi piccoli hanno costi di acquisto e manutenzione inferiori a quelli tradizionali, ma garantiscono interventi più rapidi e mirati. Ora possiamo stimare investimenti e definire un modello scalabile in tutta la Sicilia».
L’esercitazione ha confermato che l’unione tra volontariato, istituzioni e innovazione tecnologica è la via maestra per contrastare gli incendi boschivi. Domani, grazie a “Trapani Fire Stop”, la Protezione Civile punta a intervenire in pochi minuti anziché ore, azzerando le differenze tra giorno e notte, pianura e collina.
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