Il Mediterraneo che unisce: la Tunisia in regata al “Trofeo Sebastiano Tusa” tra storia, vela e memoria
Non una semplice gara, ma un ponte di vento e memoria tra le sponde del Mediterraneo. Domani, 17 maggio, salperà da Trapani la quinta edizione del Trofeo Sebastiano Tusa – Battaglia delle Egadi, e per la prima volta tra le 25 imbarcazioni in gara ci sarà anche un equipaggio tunisino. Una partecipazione storica che trasforma la regata in un messaggio potente di cooperazione, cultura e dialogo internazionale.
Lo skipper Samir Chalfouh guiderà l’imbarcazione tunisina battente bandiera nordafricana, emozionato per quello che definisce «un onore e una responsabilità». Per lui e per tutta la squadra, la regata rappresenta un’occasione di amicizia tra popoli, nel segno dello sport e della storia condivisa.
La manifestazione, organizzata dalla Lega Navale Italiana – sezione di Trapani, con il supporto della Fondazione Sebastiano Tusa, si snoderà su un percorso di 36 miglia nautiche, da Trapani a Levanzo e Favignana, ricalcando idealmente le rotte della storica battaglia delle Egadi del 241 a.C., che pose fine alla Prima Guerra Punica.
«Navigare dove si combatté la battaglia delle Egadi non è solo sport: è memoria viva, è Mediterraneo» afferma il presidente della LNI di Trapani, Piero Culcasi. «Questa regata incarna i desideri di Sebastiano Tusa: fare cultura attraverso ogni mezzo possibile, anche con le vele al vento».

Tusa, indimenticato archeologo e uomo delle profondità, fu il primo a dare forma concreta, attraverso i suoi studi, ai racconti degli storici latini. E proprio la sua visione, quella di un Mediterraneo che non divide ma unisce, è oggi viva più che mai in questa manifestazione che cresce ogni anno.
A testimoniarlo anche i numeri: 25 barche in gara, otto in più rispetto all’edizione passata, 550 soci iscritti alla LNI (di cui ben 220 solo nell’ultimo anno), un segnale chiaro dell’entusiasmo e del dinamismo di una realtà sempre più inclusiva e aperta.
Inclusione che prende forma anche a bordo. Come nel caso dell’imbarcazione “Vega Ciaccio Montalto”, con equipaggio composto da funzionari della Soprintendenza del Mare, creata da Tusa, e dedicata al giudice assassinato dalla mafia. E come nell’equipaggio interamente femminile, formato da rappresentanti di Capitaneria, Guardia Costiera, Guardia di Finanza e magistratura, a bordo di una barca messa a disposizione da un socio della LNI: simbolo di giustizia, legalità e determinazione.
A difendere il titolo conquistato lo scorso anno sarà “New Kensington” dell’armatore Massimo Licata. Ma al di là della competizione, a vincere sarà ancora una volta lo spirito di un Mediterraneo condiviso, dove ogni miglio percorso racconta una storia antica che guarda al futuro.
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