Il patto tra le mafie in Lombardia. A processo anche Errante Parrino, il cugino di Matteo Messina Denaro
È Paolo Aurelio Errante Parrino uno dei nomi centrali tra i 143 per cui la Direzione distrettuale antimafia di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito della maxi inchiesta “Hydra”, che ha svelato una presunta alleanza tra Cosa Nostra, camorra e ’ndrangheta in Lombardia. Errante Parrino, originario di Castelvetrano e parente da parte di moglie del boss Matteo Messina Denaro, è considerato dagli inquirenti un punto di collegamento fondamentale tra la storica mafia siciliana e il cosiddetto “sistema mafioso lombardo”.
Conosciuto come "Zio Paolo", il 78enne si era trasferito ad Abbiategrasso, dove gestiva con la famiglia il bar "Las Vegas", poi chiuso con un’interdittiva antimafia. Secondo gli investigatori, si sarebbe occupato delle esigenze logistiche e operative della famiglia Messina Denaro al Nord, diventando un riferimento per le attività della cosca trapanese in Lombardia. Un ruolo definito dagli stessi pm «centrale nel raccordo tra la struttura di Cosa Nostra e i gruppi mafiosi attivi nel Nord Italia».
L'inchiesta Hydra – coordinata dal procuratore di Milano Marcello Viola e dai pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane – delinea un patto tra clan mafiosi storicamente rivali, uniti da interessi comuni in un territorio economicamente strategico come quello lombardo. Una "santa alleanza" che avrebbe dato vita a una struttura unitaria, capace di condividere affari, protezioni e influenza.
Il gip Tommaso Perna, nel 2023, aveva rigettato 142 richieste di misure cautelari, concedendone solo 11. Ma il Tribunale del Riesame ha successivamente accolto l’impianto accusatorio, confermando il carcere per 41 persone e dando nuovo slancio all’iter giudiziario.
Ora la parola passa al gup, che dovrà decidere sulla richiesta di processo per tutti gli indagati. Se accolta, si aprirà uno dei più imponenti processi antimafia degli ultimi anni in Lombardia, che vedrà al centro anche la figura di Errante Parrino, presunto “ambasciatore” della Cosa Nostra di Messina Denaro nel cuore produttivo del Paese.
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