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01/04/2025 06:00:00

Cure domiciliari, l’ASP di Trapani si difende: "Non abbiamo lasciato solo l'anziano di Salemi"

 Qualche giorno fa abbiamo raccontato la storia di Gaspare Miranda, un uomo di 78 anni invalido civile al 100 %, che vive da solo a Salemi.
Il paziente in questione lamentava una mancata assistenza, in particolare l’inserimento in un programma ADI (Assistenza Domiciliare Integrata).

Che cos’è l’ADI
L’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) consiste in un insieme di trattamenti medici, infermieristici e riabilitativi integrati con servizi socio-assistenziali (igiene personale, cura della persona, assistenza ai pasti) svolti direttamente al domicilio della persona. Il servizio di ADI viene erogato gratuitamente, essendo finanziato dal Servizio Sanitario Nazionale. Si rivolge unicamente a persone
Non autosufficienti in modo totale o parziale, per un periodo di tempo più o meno lungo;
Non in grado di deambulare o di essere trasportate presso i presidi sanitari ambulatoriali;
Affiancate quotidianamente da un Caregiver;
In condizioni abitative idonee.


Il caso Miranda
Il signor Giuseppe allo stremo delle forze si è pure rivolto al Prefetto per avere riconosciuta l’assistenza e il ricorso alle cure palliative. La sua condizione fisica non gli consente di svolgere pure l’azione quotidiana più semplice. L’assistenza è vitale e imprescindibile. Dovere far ricorso ogni volta ai giudici civili o pure scrivere al Prefetto diventa mortificante per ogni malato e persona, a cui vanno garantite cure ma pure dignità. Essere fragile non equivale a essere degno di meno attenzione.

La risposta dell’ASP
Il Direttore sanitario del Distretto di Mazara, Vittoriano De Simone, con nota ufficiale replica: “Con disappunto lo scrivente apprende dall’articolo in oggetto che il Sig. G.M. (Gaspare Miranda), di anni 78 residente a Salemi, lamenta di non essere adeguatamente assistito a domicilio. In premessa va detto che l’ASP di Trapani ha un efficiente sistema di cure domiciliari affidato a società accreditate dalla Regione Sicilia, che in committenza erogano prestazioni di assistenza domiciliare integrata ai soggetti riconosciuti bisognosi di tali servizi dall’Unità Valutativa Multidisciplinare Distrettuale. A tal proposito va menzionato che l’ASP di Trapani ha raggiunto l’obiettivo Nazionale di assistere a domicilio almeno il 10% dei soggetti ultra sessantacinquenni.
Nel merito del caso specifico si rappresenta che il Sig. M.G. è ben noto all’UVM di Salemi che lo ha valutato 4 volte ed in atto, con rivalutazione del 06.03.2025, è inserito in un piano assistenziale individuale di ADI 3° livello (il più elevato livello assistenziale), che prevede 3 accessi settimanali riabilitativi FKT e 2 accessi di un Operatore Socio Sanitario.
Per altro è anche rilevante il fatto che il Sig. M.G. è inserito in un programma di assistenza domiciliare gestito dal Distretto Socio Sanitario di Mazara del Vallo, con fondi da PNRR, per il “rafforzamento dei servizi sociali domiciliari”. Pertanto si ritiene che il paziente è appropriatamente assistito a domicilio”.

La situazione provinciale
L’Asp Trapani ha superato, con dato del febbraio 2025, l’obiettivo dell’Assessorato regionale alla Salute di assicurare l’Assistenza Domiciliare Integrata al 10% degli over 65 della popolazione residente in provincia. E’ il dato di un obiettivo raggiunto e certificato da Agenas. Grazie all’obiettivo raggiunto alla Sicilia verranno assegnate risorse aggiuntive pari a 96 milioni di euro, quindi una quota parte spetterà all’ASP di Trapani.
Gli over 65 in provincia di Trapani sono 100.829 e l’Asp ha già assicurato il servizio a 10.209 cittadini, il 10,13% della popolazione rientrante in questa fascia di età, e in linea con gli obiettivi regionali.

I fondi verranno suddivisi in base alla popolazione residente e verranno utilizzati per migliorare ulteriormente il servizio e raggiungere, al tempo stesso, un numero sempre maggiore di cittadini che hanno necessità dell’Assistenza Domiciliare Integrata.

Il servizio Aid viene attivato dal Distretto Sanitario, su segnalazione di chiunque ne ravvisi il bisogno: familiari dell’interessato; medico di famiglia; assistente sociale dell’Asp o del Comune; reparto ospedaliero all’atto della dimissione; medico di struttura residenziale; responsabile di struttura socio-assistenziale; associazioni di volontariato, cooperative sociali.



Sanità | 2025-04-04 17:58:00
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