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01/04/2025 09:49:00

"A Trapani la sanità è al servizio della società?"

Gentile redazione di Tp24, 

Rabbia, indignazione e delusione. Questi sono i sentimenti provati in questi giorni...
Siamo sicuri che, oltre al recente e doloroso scandalo dei ritardi sull’esito dei referti istologici, i pazienti con codice 048 non incontrino altre barriere da superare per salvaguardare il proprio stato di salute?

Non è più tollerabile il fatto che bisogna aspettare anche fino a un anno e mezzo per potersi sottoporre gratuitamente a un esame diagnostico che, nella maggior parte dei casi, potrebbe evidenziare un serio problema di salute e dare quindi la possibilità di curarsi per tempo.

Da assessora ai Servizi Sociali, mi risulta che i pazienti oncologici con codice 048, e quindi a carico del SSN, siano essi in cura o in follow-up, nonostante siano costretti a sottoporsi a periodici controlli, se non hanno prenotato in tempo utile, corrono il rischio di aspettare anche due anni per trovare spazio per una visita specialistica. Tutto cambia ovviamente se tali pazienti sono obbligati a scegliere di effettuare la visita a pagamento, perché in quel caso, in una settimana o al massimo 15 giorni, il problema si risolve, ma con costi molto spesso proibitivi.

Questo accade sia per le visite presso il P.O. “Sant’Antonio Abate” di Erice-Trapani, che per i controlli presso la Cittadella della Salute o i centri privati che effettuano visite a carico del SSN.

Non ci incoraggia di certo la notizia di un primario nel messinese che intascava soldi dai pazienti, fino a 1500 euro, al fine di scavalcare le liste di attesa per un intervento.

È deprecabile pensare di dover sborsare dei soldi, considerato che dovrebbe essere un diritto sacrosanto del paziente usufruire delle visite gratuite per mantenere sano il proprio corpo. "Sanità", dal latino sanus, vuol dire proprio questo... sano!

Mi risulta che, nel mese di ottobre, per andare incontro a tale criticità, alcuni pazienti fossero stati inseriti nelle “liste di galleggiamento”, le quali permettevano di ridurre notevolmente le attese per le visite specialistiche. Questa soluzione, però, ha avuto vita breve, tanto che già a metà novembre i pazienti non hanno più potuto essere inclusi in tali liste. Troppa grazia, Sant’Antonio (Abate)!

Tali problematiche mi vengono riportate con sgomento spesso durante il ritiro presso gli Uffici dei Servizi Sociali dei voucher trasporto verso Mazara e Palermo, voucher utili a effettuare le sedute di chemio e radioterapia.

Inoltre, quanto tempo occorre ancora aspettare per la realizzazione della U.O. di radioterapia a Trapani, che finalmente possa mettere la parola FINE a questi viaggi della speranza, considerato che sono già trascorsi 15 anni?

Disagi... Disagi e ancora disagi...

La certezza di effettuare in tempi brevi esami diagnostici e visite specialistiche anche per altre patologie, o per semplice prevenzione, è ad oggi ancora un’utopia.
Aggiungo un’altra criticità sollevatami da molti cittadini. Gli operatori socio-sanitari (OSS), in servizio presso il nosocomio, che dovrebbero essere destinati all’assistenza igienico-personale, sarebbero numericamente insufficienti. La situazione è allarmante e le lamentele dei cittadini che hanno avuto ricoverati i propri cari sono numerose. La cura e l’igiene della persona sono indispensabili ed è un diritto inalienabile, soprattutto in assenza di familiari che possano garantire l’assistenza.

Un pronto soccorso funzionale alle esigenze del bacino d’utenza del P.O. “Sant’Antonio Abate” quando sarà possibile vederlo completato? Ormai da quasi due anni i lavori in corso provocano un’insostenibile situazione per gli angusti spazi destinati, al momento, all’area di emergenza del Pronto Soccorso.

La nostra salute prima di tutto. Mi chiedo: in caso di plurime necessità contemporanee con codice rosso alla “temporanea e provvisoria” area del Pronto Soccorso, siamo sicuri che possiamo ottemperare a tutte le esigenze emergenziali?

E continuando a parlare di emergenza, colgo l’occasione per ribadire che è inappropriato che la sede operativa del 118, attualmente sede della 46 (rianimatoria), ubicata alla Cittadella della Salute, si trovi al primo piano del palazzo “Gladiolo”.

Più di 3 anni fa, nel merito, avevo scritto a tutti gli organi competenti, facendo presente varie criticità, alcune delle quali successivamente sono state risolte. Tuttavia, ancora oggi, presso la sede l’aria risulta poco gradevole, trattandosi di locali dove erano ubicate le apparecchiature dedicate al lavaggio industriale, quindi le ex lavanderie che probabilmente presentano ancor oggi scarichi mal funzionanti o da abolire.

Ancora oggi, medici, infermieri e soccorritori, dopo la chiamata di intervento della centrale, devono scendere 33 gradini, perdendo minuti preziosi. Il montacarichi, usato per il materiale, quando è funzionante, risulta essere lento e poco adatto al trasporto del personale sanitario.

Il 118 è Servizio di Emergenza Urgenza Sanitaria, pertanto è chiaro che occorre eliminare tutti gli ostacoli che interferiscono col regolare svolgimento delle procedure sanitarie.

Non bisogna più far passare altro tempo per lo spostamento di tale sede al piano terra, ed è auspicabile riservare un più adeguato spazio per lo stazionamento dell’ambulanza.

Concludo sottolineando che l’attenzione alla fragilità è preminente anche in merito alla disabilità e alle problematiche che i familiari sono costretti a sobbarcarsi per assenza di servizi adeguati. Infatti, gli stessi, nel caso di un eventuale semplice intervento odontoiatrico a un familiare disabile non collaborante, come nel caso di bambini con autismo, devono recarsi in altre città, come Catania, dove sono presenti i servizi necessari a fare diagnosi.

Inoltre, i disabili in generale e le persone con autismo in particolare, che per cause evidenti non possono sostenere le lunghe attese del pronto soccorso, avrebbero necessariamente bisogno di una corsia preferenziale dedicata.

Saranno gli organi competenti preposti a fare chiarezza e a stabilire quindi le responsabilità e le disumane manchevolezze di coloro che hanno contribuito a scrivere questa scandalosa e orribile pagina di malasanità trapanese.

È inammissibile la totale noncuranza che ha messo a repentaglio la preziosa vita di centinaia di persone.

Auspico che, dopo le vane segnalazioni inviate nel tempo all’assessorato alla Sanità regionale, e ai vari direttori generali, ai commissari straordinari e ai vari direttori sanitari che si sono susseguiti, almeno questa lettera aperta possa essere utile e sortire maggiore riscontro.

Verità... verità... Ho, abbiamo diritto di sapere la verità, la stessa verità e giustizia che chiediamo per i morti ammazzati dalla mafia, per i familiari delle vittime innocenti di mafia.

Dott.ssa Carmela Daidone
Assessora ai Servizi sociali del Comune di Erice