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01/04/2025 06:00:00

Trapani. "Tranchida illude la città.  Milo non è stata militarizzata adesso, è sempre stato così"

"Non c'è alcuna militarizzazione. È sempre stato così". Ignazio Grimaldi non ha dubbi. Il presidente del "Comitato Trapani Erice una città", interviene a gamba tesa sul caso della recente militarizzazione di Milo e sulle conseguenze per gli investimenti previsti in quell'area.

A suo avviso, il vero errore dell'amministrazione è la gestione priva di programmazione che finisce per penalizzare gli imprenditori.

"Il problema non è il presunto irrigidimento delle regole o la militarizzazione dell'area portuale. Questo sistema di accessi controllati è sempre esistito, nulla di nuovo. Il punto è che la città non ha mai avuto una vera pianificazione strategica per affrontare il turismo e lo sviluppo del territorio" sottolinea Grimaldi.

"Non si può amministrare un territorio improvvisando. Si illudono gli imprenditori con progetti faraonici, con investimenti ingenti, e poi le iniziative vengono bloccate, come sempre accade da queste parti. Avrebbero dovuto chiarire la situazione fin dall'inizio, non all'ultimo momento. È questa la radice del problema".

L'errore principale, secondo Grimaldi, è stato non aver pianificato con chiarezza le strategie di sviluppo dell'area. "Io lo dicevo già mesi fa: non tutta la zona poteva essere liberata. Se si fosse documentata la situazione per tempo, magari ci sarebbero state soluzioni. Ma così si predispongono investimenti che poi vengono bloccati, con imprenditori costretti a ricominciare da capo".

 

Grimaldi punta il dito sulla mancanza di una visione a lungo termine: "Gli imprenditori pagano il prezzo di questa assenza di programmazione. Si continuano a rincorrere emergenze, senza mai pensare a un progetto strutturato che metta in rete il porto, il centro storico e le realtà imprenditoriali locali".

Le criticità, secondo Grimaldi, emergono anche nella gestione dei fondi Pnrr: "Sappiamo tutti che le risorse ci sono, ma vengono spese senza un disegno chiaro. Guardiamo ai cantieri aperti e lasciati a metà, ai lavori che rallentano il traffico e creano disagi senza un coordinamento efficace. Questo pesa su cittadini e imprese, che si ritrovano a fare i conti con disservizi continui".

La mancanza di programmazione, sottolinea il presidente del comitato, ha effetti diretti anche sull'economia locale: "Senza un piano chiaro, gli investitori si allontanano, il turismo ne risente e alla fine chi paga il prezzo più alto sono proprio le attività che tengono viva questa città".

Grimaldi evidenzia come il capoluogo continui a fornire servizi a una popolazione più ampia di quella censita, senza però avere le risorse adeguate “Trapani è una città con un agglomerato urbano di circa 115.000 abitanti, come Siracusa – dice Grimaldi - e potrebbe essere la quarta realtà della Sicilia. Invece oggi, per scelte politiche e amministrative sbagliate, è un comune di 55.000 abitanti".

Al centro della questione la recente decisione del Demanio, che dal 14 febbraio ha ufficialmente militarizzato la zona dell'ex aeroporto di Milo, a sud dell'autostrada rendendo, di fatto, impossibile la realizzazione delle Cittadelle dei Servizi, tra cui il nuovo tribunale e la cittadella dello sport. "C'era la possibilità di liberare quell'area? No, non era così. Ma allora perché si è fatto credere il contrario?" afferma Grimaldi.

Il discorso si allarga alla questione più ampia della mancata creazione di una grande città unica con Erice, Paceco e Misiliscemi. "Basterebbe un comune da 100.000 abitanti per avere una pianificazione efficace. Ma fa comodo avere tanti sindaci, tanti consiglieri, tanti incarichi. Intanto, il territorio non cresce". Grimaldi ripercorre la storia di Trapani, ricordando il suo passato di centro marittimo e commerciale nevralgico: "Nel 1200 Trapani era il porto più grande del Mediterraneo, nel 1400 aveva un'università, nell'800 armava metà dei bastimenti della Sicilia. Oggi siamo fermi".

L'assenza di programmazione, secondo Grimaldi, si riflette in ogni ambito: "Non si riesce nemmeno a fare un piano del traffico adeguato tra Trapani ed Erice, figuriamoci pensare in grande. Il progetto del nuovo porto? Sparito. Il rione Cappuccinelli? Solo ora si corre per utilizzare i fondi Pnrr. Perché non ci si pensava prima?"

Infine, l'affondo sulla vicenda Milo: "Un imprenditore ha investito milioni di euro per un progetto importante. Prima gli hanno detto che era possibile, poi gli hanno cambiato le carte in tavola e l'hanno costretto a ridimensionare tutto. Nel frattempo, il mondo va avanti e noi restiamo indietro. Si sapeva da tempo che il Demanio aveva altre intenzioni, ma non si è fatto nulla per tutelare gli investimenti".

Grimaldi conclude con un monito: "Trapani è la porta d'Africa, non l'ultima città d'Europa. Ma senza programmazione e senza una governance all'altezza, resteremo isolati e irrilevanti"