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01/04/2025 02:00:00

L'istituenda Riserva Naturale Orientata di Capo Feto 

Sabato 29, come annunciato dai media, a Mazara del Vallo, presso la sala La Bruna del Centro Polivalente comunale, i Rappresentanti del Circolo Legambiente Marsala – Petrosino, con i Sindaci del Comune di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci e del Comune di Petrosino, Giacomo Anastasi, hanno aperto l’incontro volto a perorare l’istituzione della “Riserva Naturale Orientata” (R.N.O.) di Capo Feto. Ed infatti, dopo l’esposizione tecnica del prof. Antonio Mazzola e della direttrice della riserva naturale Grotta di S. Ninfa, Giulia Casamento, è intervenuta in videoconferenza l’Assessore regionale all’Ambiente, Giusi Savarino, e il dirigente del Servizio 3 (tutela del patrimonio naturale) del Dipartimento regionale Ambiente, Francesco Picciotto, che hanno lasciato sperare.

I partecipanti all’incontro che in maniera costante e seria si sono occupati della reale salvaguardia del biotopo di Capo Feto, in vero, si sarebbero aspettati di più dall’intervento del Dirigente del Servizio 3. Niente, invece, è trapelato sulla tipologia che l’ARTA vorrebbe riconoscere a questa riserva, ovvero se effettivamente le intenzioni di R.N.O., auspicate da Legambiente, siano state già condivise dal Dipartimento (sembra ancora presto per pensare alla condivisione della IV Commissione ARS e del CRPPN). Niente è trapelato circa la procedura necessaria da seguire per l’affidamento della gestione, dato che oltre a Legambiente e ad eventuali altre ass.ni facenti parte del CRPPN, ci sono altre ass. ni riconosciute dal Ministero compente che, da anni, hanno depositato proposte e progetti per potere partecipare all’assegnazione della riserva.

Il Dirigente ha accennato piuttosto ad una forma di gestione in “consorzio”. Il consorzio non sarà per caso costituito da: Comune di Mazara del Vallo, Legambiente Circolo Marsala-Petrosino e Comune di Petrosino? A queste condizioni sembrerebbe meglio lasciare le cose come stanno. Cosa c’entra infatti Petrosino con Capo Feto? E Legambiente, oggi, piuttosto che venire a parlare della marcia dello Zingaro del 1981 o delle sue gestioni della Grotta di S. Ninfa (cosa diversa dalla gestione di un biotopo come Capo Feto) e dell’Isola dei Conigli (Legambiente l’ha acquisita quando c’è stata in gioco l’assegnazione della RNI Lago Preola e Gorghi Tondi, Angelo Di Marca, figura storica di Legambiente Sicilia, dovrebbe saperne qualcosa), perché non ha illustrato il suo progetto di gestione di Capo Feto? Il Comune di Mazara del Vallo e l’ex Provincia rivendicano il possesso di zone ricadenti nella palude, ma ciò è sufficiente ai fini della gestione del biotopo? E gli altri trecento circa possessori della zona umida cosa dovrebbero dire? Fermo restando che Comune ed ex Provincia sono entrate in possesso grazie alle provvidenze europee di cui al progetto Life Natura del 1999 e, però, successivamente hanno abbandonato tutto, lasciando l’area alla “libera fruizione”, senza controllo alcuno, da quando è venuta meno l’amministrazione Adamo.

Ora pretendono di essere premiati? Altri impegni avranno indotto il Sindaco Quinci a lasciare anzitempo la Sala La Bruna e probabilmente per questo, c’è stato chi ha approfittato dell’assenza per porre fine al dibattito che stava iniziando a chiarire alcuni equivoci. Nel momento in cui è stato chiesto all’esperto, prof. Antonio Mazzola, perché la scelta di riserva orientata, piuttosto che di riserva integrale, c’è stato una sorta di vigilantes che ha ritenuto opportuno mettere le mani sulle spalle del richiedente, alla stregua (paternamente) del prof. Romano Prodi, con i capelli della giornalista, per farlo desistere, per accompagnarlo alla porta. Non sarebbe meglio che ad avviare un dibattito per l’istituzione della riserva di Capo Feto, area naturale di incomparabile valenza biogeografia, sia la Regione piuttosto che coloro che aspirano alla gestione? Questi si confrontino al Dipartimento regionale ambiente attraverso i rispettivi progetti di gestione, così come è avvenuto con il “Bando”, per l’affidamento di altre riserve, pubblicato sulla GURS, Parte 1, n. 34 del 12/8/2005. Progetti che vanno poi fatti eseguire alla lettera o altrimenti, la stessa Regione dovrebbe provvedere alle revoche, dato che il patrimonio naturale va tutelato veramente, alla stregua del patrimonio storico-artistico, e non solo sulla carta come spesso accade.

Enzo Sciabica

 

 

 


 

 



Lettere & Opinioni | 2025-04-01 07:30:00
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