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31/03/2025 15:05:00

Marsala 2026: i papabili candidati a sindaco tra politica, "Logos" e futuro

 Dopo i "Paesi Volenterosi" a sostegno dell’Ucraina e per la sicurezza comune dell’Europa, ora servono gli "Operosi" per la candidatura a primo cittadino di Marsala nel 2026. Per individuare uomini e donne con un’identità politica a noi congeniale, la filosofia greca classica, in particolare i presofisti, speculatori antecedenti a Socrate, ci viene in aiuto con uno dei suoi esponenti più illustri: Eraclito e il suo concetto di "logos", che ha una doppia accezione, 'pensiero' e 'parola'. Questi possono essere sintetizzati in uno solo: il primo rappresenta un dialogo interiore secondo ragione, il secondo è l’espressione del pensiero che prende forma. E la politica è indubbiamente "logos".

Quali siano le idee dei quattro papabili candidati a sindaco - Grillo, Ombra, Patti e Fici - è un tema centrale, specialmente a 14 mesi dalle urne, in un contesto in cui è necessario riaffermare una democrazia più compiuta, aumentando la partecipazione elettorale. Conoscere il loro pensiero è fondamentale, perché l'uomo è soprattutto ciò che pensa.

Dopo il 2020, quando in via Garibaldi si insediò l’attuale primo cittadino, che potrebbe essere l'"Araba Fenice" del prossimo anno, sostenuto da una coalizione iniziale di nove liste (di cui solo quattro ad oggi si riproporranno), emergono nuove dinamiche politiche. Queste quattro liste comprendono i due partiti di maggioranza a livello nazionale, Fratelli d’Italia e Forza Italia, oltre a "ProgettiAmo Marsala", che a dieci anni dalla sua fondazione con due esponenti in Consiglio comunale si può considerare un soggetto strutturato. Il quarto è "Liberi", movimento fondato nel 2006 dopo l’addio all’Udc di Massimo Grillo, che in quattro lustri, pur con alterne fortune elettorali, ha mantenuto una certa vitalità. Il suo pensiero è chiaro: "Divide et impera".

L'idea del civismo, espressa più volte da Patti, desta perplessità: spesso, infatti, dopo le elezioni, i gruppi civici si dissolvono rapidamente. Dei cinque consiglieri eletti in tale contesto a sala delle Lapidi, nessuno ha avuto continuità politica. Tuttavia, il mantra della coalizione resta: "Ampia ed inclusiva".

Molto grave è il concetto secondo cui le "elezioni di secondo livello alterano il sistema democratico". Questo è facilmente confutabile: l’elettorato passivo, ossia la capacità di un cittadino italiano con pieni diritti di ricoprire cariche elettive, è sancito dall’art. 51 della Costituzione. Tale articolo stabilisce che tutti i cittadini italiani, senza distinzione di sesso, possano accedere a pubbliche cariche secondo i requisiti di legge, garantendo pari opportunità. Il diritto soggettivo di candidarsi e di essere eletti è un pilastro della sovranità popolare sancita dall’art. 1 della Costituzione. Il sistema elettivo per sindaci e consiglieri comunali, nonché per presidenti di provincia e consiglieri provinciali, è quindi pienamente democratico e non un’imposizione di oscure forze esterne.

Passando a Giulia Adamo, definita "determinata e combattiva", si segnala il suo ruolo nella mancata intesa tra il Comune di Marsala e l’amministrazione della Difesa sulla cessione degli hangar Nervi. Ora si rimprovera al primo cittadino di non tutelarli adeguatamente, accusandolo di volerli "donare" alla città. Solidarietà femminile o schizofrenia del "logos"?

Nicola Fici ha espresso il seguente pensiero: "A Marsala per le prossime elezioni è necessario un tavolo politico con i soggetti disponibili", il che includerebbe, paradossalmente, anche l’attuale sindaco. Inoltre, ha dichiarato che "prima di parlare di candidati occorrerà definire la coalizione e i programmi". Utilizza poi correttamente parole chiave come Turismo, Trasporti, Porto, Impianti culturali e sportivi, Rifiuti e il "rapporto con il mare", quest’ultimo fondamentale per lo sviluppo della città. Ma come si intende concretizzarlo? Solo con interventi di ristrutturazione? E i contenuti programmatici? Per ora, restano un mistero, come quelli di "Chi l’ha visto".

Sul "campo largo", essendo Fici un esponente del centrosinistra, ha dichiarato: "Non mi appassiona l’idea di approcciarmi alla prossima campagna elettorale facendo riferimento a slogan politici nazionali riproposti a livello locale per pura retorica, senza una reale disponibilità a tradurli in azioni concrete". Dal 2017 non è più tesserato a un partito e ritiene che Marsala necessiti di una coalizione moderata, coesa e, perché no, aperta a quei partiti che condividano obiettivi programmatici comuni. Un’osservazione piuttosto lapalissiana.

Infine, Salvatore Ombra ha dichiarato: "Sarebbe una follia candidarmi, ma se parte della città me lo chiede, se posso essere utile alla comunità, al centrodestra, ai giovani e ai professionisti di vari settori, sicuramente non mi tirerò indietro". Il suo "nomen omen" suggerisce che, dopo aver "salvato" l’aeroporto, su richiesta potrebbe "sacrificarsi" per salvare anche la città.

Dopo Eraclito, potrebbe venirci in aiuto Karl Kraus: "La libertà di pensiero ce l'abbiamo, ora ci vorrebbe il pensiero".

Vittorio Alfieri