Il Tribunale di Marsala ha ordinato al Comune di ripristinare il servizio di assistenza all'autonomia e alla comunicazione (Asacom) per un alunno disabile, dopo che la sospensione del servizio aveva generato disagi per numerosi studenti e le loro famiglie. La decisione è stata presa dal giudice Maria Serena Barcellona, che ha accolto il ricorso presentato dai genitori di uno degli alunni coinvolti.
La sentenza: condotta discriminatoria e obbligo di ripristino
Nel provvedimento, il giudice ha stabilito che la sospensione del servizio costituisce una condotta discriminatoria nei confronti del minore, imponendo al Comune di Marsala di ripristinare immediatamente l'assistenza prevista nel Piano Educativo Individualizzato (PEI). Inoltre, la sentenza prevede una sanzione di 100 euro per ogni mese di mancato ripristino del servizio fino alla fine dell'anno scolastico 2024/2025. La decisione del Tribunale rappresenta una vittoria per le famiglie degli alunni coinvolti, che da mesi si battono per il riconoscimento del diritto allo studio e all'inclusione scolastica dei loro figli.
La sospensione del servizio e le proteste delle famiglie
La vicenda ha avuto inizio l'8 gennaio 2025, quando il Comune di Marsala ha sospeso il servizio di assistenza per 40 bambini delle scuole di diverso ordine e grado. La decisione ha avuto conseguenze immediate: da un lato, gli alunni con disabilità hanno visto compromesso il loro diritto allo studio; dall'altro, numerosi operatori specializzati sono rimasti senza lavoro.
Il Comune ha motivato la sospensione richiamando le linee guida della Regione Sicilia, che garantiscono il servizio solo ai bambini con disabilità grave certificata dall'art. 3, comma 3, della Legge 104/1992. Tuttavia, questa interpretazione ha escluso dal beneficio gli alunni con disabilità considerate "lievi", creando un vuoto assistenziale che ha spinto le famiglie a rivolgersi alla giustizia.
L'azione legale e la risposta della magistratura
Dopo mesi di richieste inascoltate, le famiglie degli studenti hanno intrapreso la via legale con il supporto dell'avvocato Valentina Piraino, ex assessore e vice sindaco della Giunta Grillo. Il Tribunale di Marsala ha riconosciuto il diritto del minore a ricevere l'assistenza necessaria per la sua inclusione scolastica, condannando il Comune a ripristinare il servizio senza ulteriori ritardi. La decisione potrebbe ora fare da apripista per altri ricorsi analoghi, spingendo l'amministrazione comunale a rivedere la propria posizione. Il Comune dovrà attivarsi rapidamente per garantire l'assistenza agli alunni coinvolti.