A Marsala si accende lo scontro tra ambientalisti e amministrazione comunale sul tema della gestione del verde pubblico. A innescare il dibattito una nota del Circolo Europa Verde, che denuncia una “potatura selvaggia” degli alberi in città, accusando il Comune di operare con scarsa competenza e senza una reale visione di sostenibilità urbana.
L’Amministrazione guidata dal sindaco Massimo Grillo ha replicato, sottolineando di aver agito sulla base di consulenze tecniche qualificate. In particolare, sul caso delle Jacarande di Piazza Mameli, l’assessore Giacomo Tumbarello ha evidenziato che è stato chiesto un parere all’esperto Giovan Vito Zizzo, il quale ha consigliato di ridurre del 50% l’altezza degli alberi per motivi di stabilità, proponendo “una nuova forma di allevamento della chioma”.
L’Amministrazione precisa che le potature sono state eseguite alla presenza dello stesso consulente, che ha motivato gli interventi come misure indispensabili per la sopravvivenza delle piante, altrimenti esposte al rischio di schianto. Riguardo all’eucalipto di via delle Sirene, il Comune riferisce che si è trattato di un’operazione per mettere in sicurezza l’area, vista la crescita sproporzionata dei rami rispetto al tronco.
Il Comune, inoltre, ha precisato che gli abbattimenti recenti hanno riguardato un oleandro malato, una eritrina abbattuta dal vento, e che è previsto un piano di ripiantumazione nei luoghi dove gli alberi sono stati rimossi.
La controreplica degli ambientalisti
Ma Europa Verde non ci sta e in una lunga replica, accusa l’Amministrazione di eludere le vere questioni. “Si continua a giustificare le potature drastiche con la sindrome dell’albero pericoloso – scrivono gli attivisti – ma tutti sanno che esistono tecniche di potatura rispettose dell’equilibrio degli alberi, come i tagli di ritorno”.
Il circolo cita anche il decreto del Ministero dell’Ambiente del 10 marzo 2020, che vieta capitozzature e potature drastiche poiché indeboliscono gli alberi e comportano maggiori costi di gestione. Secondo Europa Verde, la scelta di “segare rami principali” è spesso dettata da logiche economiche: “Interventi rapidi e a basso costo che però nel tempo costano di più in termini di salute degli alberi e nuovi interventi correttivi”.
Gli ambientalisti chiedono risposte concrete anche sulle radici delle Jacarande, danneggiate dai lavori edili in piazza Mameli: “È come pretendere che una persona cammini con mezzo piede... prima o poi cadrà”.
“Se non si è capaci, meglio il cemento”
La polemica si infiamma quando Europa Verde, ironicamente, propone di “togliere gli alberi e mettere del cemento, che almeno non cade in testa a nessuno”, sottolineando il paradosso di interventi che, nel tentativo di “messa in sicurezza”, in realtà aumenterebbero l’instabilità.
“Serve una rivoluzione culturale – concludono e una gestione del verde realmente sostenibile. A Marsala bisogna partire da quelle che sembrano piccole cose, ma che sono essenziali per la qualità della vita urbana”.