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30/03/2025 13:17:00

Trapani: scambiato per un mafioso, reagì armato pensando a un furto. Il Tribunale lo assolve

 Cercavano Vito Manzo, ma sbagliarono casa e soprattutto persona. È finito così l’incubo giudiziario di Vito Santalucia, artigiano trapanese, arrestato con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale durante un'operazione antimafia. Il Tribunale di Trapani lo ha assolto, riconoscendo che la sua reazione fu dettata dalla paura. “Il fatto non costituisce reato” ha stabilito la giudice Roberta Nodari.

Il blitz e l’errore

Era il 2023 quando, nell’ambito dell’operazione antimafia Scialandro condotta da DIA, polizia e carabinieri, le forze dell’ordine fecero irruzione in un villino nelle campagne di Fulgatore. L’obiettivo era arrestare Vito Manzo, uno dei destinatari di provvedimenti restrittivi. Ma i militari entrarono nella casa sbagliata: non quella del ricercato, bensì quella di Vito Santalucia.

Santalucia si trovava con la compagna. Spaventato da ciò che pensava fosse un tentativo di furto, impugnò un fucile subacqueo e si appostò dietro la porta, rifiutandosi di aprire. I carabinieri, a quel punto, sfondarono la parte inferiore dell’ingresso e intimarono di gettare l’arma. “Vi sparo”, fu la risposta dell’uomo. A esplodere un colpo – a scopo intimidatorio – fu un ufficiale. La pallottola si conficcò nel muro della casa. Santalucia si arrese e fu arrestato.

L’arresto e il processo

L’arresto venne convalidato, ma la giudice Nodari respinse la richiesta di domiciliari avanzata dalla procura, non disponendo alcuna misura restrittiva. Il processo, durato mesi, si è chiuso con l’assoluzione dell’imputato, grazie anche a una prova ritenuta decisiva.

La chiamata al 112: “Ci sono sconosciuti, ho paura”

L’avvocato Michele La Francesca, legale di Santalucia, ha prodotto in aula un file audio registrato poco prima dell’irruzione: una telefonata al 112 in cui si sente l’imputato segnalare la presenza di sconosciuti fuori casa. Nella registrazione si percepisce anche la voce spaventata della compagna: “Vito, non aprire!”.

Un elemento che ha fugato ogni dubbio sulle intenzioni dell’artigiano: convinto di trovarsi davanti a ladri, aveva reagito in preda al terrore.

Una vicenda dai contorni surreali

La sentenza del Tribunale chiude una vicenda che, oltre all’errore delle forze dell’ordine, ha lasciato segni profondi nella vita di un cittadino estraneo a qualsiasi contesto criminale. Vito Santalucia ora è libero da ogni accusa. Ma l’episodio resta un esempio inquietante di cosa possa accadere quando le operazioni di polizia – anche quelle più importanti – si scontrano con l’errore umano e la paura.