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30/03/2025 06:00:00

Asp di Trapani. Le 28 delibere firmate da Croce prima della revoca

 Il provvedimento di revoca con sospensione immediata per il manager dell’ASP di Trapani, Ferdinando Croce, avviato dal Presidente della Regione Renato Schifani, non placa le polemiche che, anzi, si arricchiscono di nuovi particolari.

Venerdì pomeriggio Croce lascia l’ASP, la sospensione ha effetto immediato, qualcuno dagli uffici racconta che ci sono stati applausi e lacrime, altri, invece, dicono l’esatto opposto e lamentano una gestione a volte troppo politica, con esponenti di partito che salivano e scendevano dal quarto piano di via Mazzini come fossero a casa loro. A Palermo rimproverano anche questo modo di amministrare l’Azienda Sanitaria Provinciale.

Per Croce adesso si apre un’altra scelta, resistere e quindi attendere tutto l’iter ovvero dimettersi. Le dimissioni, però, se dovessero arrivare adesso equivarrebbero ad una ammissione di colpa ma pure ad un gesto per salvare se stesso e le posizioni del futuro, compresa la politica. Ma per Croce ci potrebbe già essere pronta una opzione b, i meloniani preferirebbero spostarlo a Roma, presso qualche ministero. La sua posizione è ancora troppo compromessa e fragile per potere avere un incarico siciliano.

Nel frattempo si registra un incremento sui numeri dei tumori, salgono in totale a 356 contro i 206 iniziali. A evidenziare le falle di gestione è Salvatore Iacolino, direttore della Pianificazione strategica, Daniela Faraoni, assessora alla Salute, Giacomo Scalzo dirigente dell’assessorato: Croce non avrebbe agito in tempo ma addirittura sottovalutato il problema, dal primo febbraio a luglio 2024, cioè fino a quando è stato commissario, la sua azione, si legge, è stata inefficace.
Nessuno, in buona sostanza, ha adeguatamente monitorato cosa accadesse nei reparti di Anatomia Patologica. Nell’ultimo giorno di sua presenza attiva all’ASP di Trapani Croce ha firmato una serie di delibere e bandito un concorso per 15 posti di dirigente medico in Psichiatria.

Le delibere
Sono 24 le delibere firmate nella mezza mattinata di venerdì 28 marzo, tra queste Croce ha disposto di attribuire una serie di incarichi:

- Responsabile della Unità di “Oncologia Medica con posti letto Trapani”, alla dottoressa Lo Giudice Loredana;
- alla dottoressa Nicolazzo Tiziana, Dirigente Medico di Psichiatria, l’incarico di sostituzione di Direzione dell’Unità Operativa Complessa del Modulo Dipartimentale Marsala – Mazara del Vallo;
- incarico professionale, di consulenza, di studio e di ricerca, ispettivo, di verifica e di controllo alla dottoressa Corso Egle Vita, dirigente medico di Medicina Legale; - conferimento incarico di Direzione della U.O.S. “Radiodiagnostica Salemi”, al dottor Caputo Maurizio, dirigente medico di Radiodiagnostica;
- incarico sostituzione di direzione Unità Complessa Anestesia e Rianimazione Trapani-Salemi, al dottor Ippati Giovanni;
- conferimento incarico di Direzione della U.O.S.D. “Presidio Ospedaliero Alcamo”, alla dottoressa Faragone Francesca.

E poi ancora: conferimento incarico professionale, di consulenza, di studio e di ricerca, ispettivo, di verifica e di controllo alla dottoressa Garozzo Giuseppina; conferimento incarico di Direzione della U.O.S. “Assistenza Protesica, Integrativa, Riabilitativa Distrettuale Trapani” al dottor Mazzola Calogero; conferimento incarico di Direzione della U.O.S. “Assistenza Protesica, Integrativa, Riabilitativa Distrettuale Trapani”; conferimento incarico professionale iniziale denominato “Anestesia nella Chirurgia Urologica e gestione del Pz nel perioperatorio” alla dottoressa Segreto Marta, da espletare presso la UOC Anestesia e Rianimazione Marsala; conferimento incarico di Direzione della U.O.S. “Oncologia medica con posti letto Marsala”, alla dottoressa Pizzardi Nicolina, dirigente medico di Oncologia; Conferimento incarico di Direzione della U.O.S.D. “Ostetricia e Ginecologia Marsala” al dottore Aliotta Giovanni.

Le parole di Schifani
Ieri mattina il governatore durante il 60esimo anniversario della Cosedil SpA ha commentato i fattacci di Trapani, soprattutto in seguito alla dichiarazione di Croce di difendersi nelle opportune sedi: “Nessun commento, ognuno ha fatto la propria parte. Siamo intervenuti, ormai la situazione era estremamente compromessa. Si va avanti, si guarda alla tutela dei poveri malati che hanno visto recapitarsi in ritardo un referto estremamente delicato. Siamo vicini a loro. Io ho chiesto scusa, qualcuno non l’ha fatto”.


La sorpresa dei meloniani
Per i dirigenti di partito trapanesi l’ultimo atto non era ancora scritto ma da settimane si sapeva che il presidente Schifani non aveva intenzione alcuna di retrocedere. Aveva chiesto le dimissioni al partito, aveva pure chiesto un altro nome in sostituzione, i meloniani hanno puntato su Croce e poi l’epilogo noto.
Il provvedimento è arrivato con sorpresa di tutti loro ma era pronto da giorni, a Palermo tutti sapevano che venerdì avrebbe notificato a Croce la sua fine come manager dell’ASP di Trapani. Intanto si resta in attesa della relazione del ministero della Salute, non ancora arrivata e che potrebbe cambiare leggermente il passo ma non la situazione. Chi conosce Schifani sa che i rapporti con Croce non esistono, muro e zero dialogo. Entrambi scontano un lato caratteriale non semplice e facilmente permaloso.

Il nome al vertice
E’ Danilo Palazzolo ora che giuderà in qualità di vice, l’ASP di Trapani. Sarà suo compito assumere decisioni, firmare delibere, riportare la calma e soprattutto, affare non da poco, recuperare la fiducia dei cittadini che guardano con sospetto qualunque cosa posta in essere.

La dichiarazione di Miccichè
Il deputato del gruppo misto all’ARS e fondatore di Grande Sicilia, nonostante sia ricoverato per una polmonite, ha detto la sua proprio sullo scandalo Trapani e sui requisiti del manager: “In merito alla sospensione di Croce mi dispiace dover ripetere ancora una volta: lo avevo detto. Nell’ambito dei lavori in Prima Commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana, in data 12/03/2024 avevo già evidenziato un’anomalia nel curriculum del dott. Croce. In particolare - aggiunge Miccichè - ho espresso forti perplessità sulla reale sussistenza dei requisiti richiesti dalla normativa vigente, con riferimento agli anni in cui il dott. Croce avrebbe dovuto svolgere incarichi dirigenziali. Tali requisiti non sono un dettaglio tecnico, ma elementi essenziali per ricoprire un ruolo di estrema responsabilità. Il mio intervento messo a verbale, non è stato dettato da logiche politiche, ma da un profondo senso di responsabilità istituzionale - conclude il Parlamentare. L’ho fatto nell’interesse non solo della nostra Regione, ma soprattutto dei siciliani. Ritengo di dover condividere pubblicamente la mia posizione perché tutti i siciliani sappiano che, in materie così importanti come la sanità, io non transigo. Mi batterò con determinazione affinché ogni siciliano abbia il diritto a una sanità efficiente".



Sanità | 2025-04-02 06:00:00
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