Quantcast
×
 
 
12/03/2025 06:00:00

La Regione delle mance: il governo vuole vederci chiaro

 Il Ministero dell’Economia e delle Finanze accende i riflettori sulla Finanziaria della Regione Siciliana e sulle elargizioni a pioggia decise dall’Assemblea Regionale Siciliana (ARS). Sono 22 le norme contestate e un totale di 50 milioni di euro di contributi finiti sotto la lente del governo Meloni. L’accusa? Violazione del principio di uguaglianza e mancanza di criteri trasparenti nell’assegnazione delle risorse.

Una vicenda che rischia di trasformarsi in un vero e proprio terremoto politico per il governo Schifani, proprio quando si cercava di voltare pagina dopo gli scandali sui finanziamenti “personalizzati” delle scorse legislature. Ma a quanto pare, come abbiamo già raccontato su Tp24, il vizio di distribuire soldi pubblici senza criteri chiari e con logiche clientelari è duro a morire.

La scure del governo nazionale sulle elargizioni regionali

La contestazione del MEF è arrivata come un fulmine a ciel sereno, mentre l’ARS pensava di aver chiuso la partita con il solito sistema di finanziamenti a Comuni, parrocchie, eventi e manifestazioni senza alcuna evidenza pubblica. L’idea che quei contributi fossero distribuiti secondo il criterio del "santo in paradiso", ovvero secondo le preferenze politiche dei deputati, era emersa già durante l’approvazione della legge. Ora è messo nero su bianco anche in un documento ufficiale del governo nazionale.

Il problema non è solo politico, ma anche giuridico: secondo la Ragioneria generale dello Stato, la Regione Siciliana non può permettersi di spendere milioni in contributi discrezionali mentre è ancora sotto piano di rientro sanitario. La Sicilia è in stato di crisi finanziaria da 18 anni, eppure si continuano a distribuire risorse per sagre, eventi sportivi e promozione turistica senza un piano organico.

Dai Carnevali alle sagre: i finanziamenti nel mirino

Nell’elenco delle mance finanziate dall’ARS ci sono voci di spesa che lasciano più di un dubbio:

  • 25mila euro per i Carnevali di Barrafranca, Montelepre e Cinisi
  • 30mila euro per il Carnevale di Montevago
  • 40mila euro per quello di Sciacca
  • 50mila euro per quello di Lentini
  • 100mila euro per le "Radici del cannolo" a Piana degli Albanesi
  • 75mila euro per “Sicilia Gourmet” a San Cipirello
  • 25mila euro per la Sagra del fico d’India a Carlentini
  • 20mila euro per la Sagra del pesce di Augusta

E ancora, 70mila euro per il Rally dei Monti Sicani a Cammarata, 50mila euro per il Rally Conca d’Oro a Corleone, 190mila euro per il campionato di beach volley a Marina di Modica, 300mila euro per la sistemazione delle strade del Libero Consorzio di Ragusa.

Le conseguenze: contributi congelati in attesa di chiarimenti

Di fronte alle richieste del MEF, la Regione è costretta a congelare le norme contestate. Se dovessero essere impugnate, le somme già erogate potrebbero trasformarsi in debiti fuori bilancio, con conseguenze pesantissime per le casse regionali.

Nei prossimi giorni, gli uffici regionali dovranno fornire una risposta dettagliata al Ministero, spiegando perché e in base a quali criteri quei fondi sono stati distribuiti. Una difesa difficile, visto che molti degli interventi finanziati sono già stati realizzati o sono in corso di svolgimento, come le feste patronali e i carnevali.

Chi difende e chi attacca

Dalla maggioranza, per ora, silenzio assoluto. Anche le opposizioni si muovono con cautela, dato che quasi tutti i partiti hanno partecipato alla spartizione delle risorse. Unica voce fuori dal coro è quella di Ismaele La Vardera, deputato del gruppo misto, che non ha voluto distribuire il suo milione di euro:

«È una prassi che coinvolge tutta l’ARS, maggioranza e opposizione. Spero che il Ministero impugni queste mancette, e se necessario attivi anche la Procura», ha dichiarato La Vardera.

Anche il segretario regionale del PD, Anthony Barbagallo, ha preso le distanze dal sistema di spartizione, parlando di “discrezionalità inaccettabile”.

La Regione cercherà di salvare il salvabile

Il governo Schifani proverà a difendere il maxiemendamento approvato nella notte della Finanziaria, ma il rischio di una sonora bocciatura da parte del MEF è concreto.

Per il momento, una cosa è certa: il governo nazionale ha deciso di fare chiarezza sulle elargizioni della Regione Sicilians, e stavolta le vecchie pratiche clientelari potrebbero davvero finire sotto la scure di Roma.