In Sicilia associazioni e opposizione lanciano la controriforma sul randagismo
“La controriforma sul randagismo è già partita. Oltre 50 rappresentanti di associazioni animaliste e volontari e con la partecipazione del Garante del benessere animale, abbiamo messo a punto, in un collegamento online, i primi step per muoverci e il coro è stato unanime: il percorso della 'legge-obbrobrio' è già terminato ancor prima di giungere in aula, ora la legge va stravolta”.
Lo afferma il capogruppo M5S all’Ars Antonio De Luca.
“Il presidente Laccoto – dice De Luca - ha accettato di chiedere il ritiro del testo per riportarlo in commissione per una nuova valutazione. Io glielo avevo detto che esitare un testo simile sarebbe stato un atto di guerra e così è stato. Approvare una legge simile sarebbe un disastro e un enorme passo indietro solo per favorire i privati a dispetto delle associazioni, dei volontari e dei Comuni. Le audizioni ora dovranno effettuarsi in commissione Salute. La nostra richiesta di convocazione all'Ars è già partita”.
“Se assieme alle associazioni – continua De Luca - non ci fossimo messi di traverso, la riforma sarebbe stata approvata in fretta e furia, mettendo all’angolo gli animalisti e chi vuole il benessere degli animali. In ogni caso, a questo punto, non ci basta più aver fermato la legge, ma vogliamo rilanciare chiedendo l’immediata emanazione dei decreti attuativi della legge sul randagismo attualmente in vigore e proponendo nuove norme utili al benessere e alla tutela animale”.
“È doveroso – affermano gli ex deputati M5S Antonella Papiro e Salvatore Siragusa, da sempre attivi sul fronte animalista e che hanno preso parte alla riunione – che venga affrontato un percorso che preveda il coinvolgimento del Garante del benessere animale, dell’Anci in rappresentanza dei Comuni e dei referenti delle associazioni animaliste. La soluzione non può e non deve essere quella di affidare la gestione del fenomeno ai privati, tantomeno di impoverire, a danno dei randagi, le norme che regolano la gestione dei canili”.
Tantissime le criticità del ddl approvato in commissione Salute contestate dalle associazioni. Tra queste: l'eliminazione della casa famiglia per cani, l'impossibilità di affidare alle associazioni animaliste la gestione di rifugi per affidarla ai privati, la mutata gestione dei canili, la mutata gestione dei rifugi con l'eliminazione della presenza di almeno un assistente veterinario reperibile, la riduzione delle ore di visita a 5 ore settimanali, l'eliminazione della formazione degli operatori e della previsione di almeno un operatore ogni 80 cani.
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